Archive from febbraio, 2011
Feb 22, 2011 - Informatica    No Comments

Perchè continuare con il software PIRATA?

OpenOffice è LA SUITE PER UFFICIO ufficio completa e GRATUITA. Consente anche l’esportazione in formato PDF senza la necessità di tool aggiuntivi o da scaricare illegalmente Copie dell’omologa Suite (quella più nota e ampiamente distribuita su tutti i circuiti P2P)

Arrivato alla versione 3.3 è davvero completo e veloce.


Per i felici utilizzatori di Ubuntu, se intendete installare OpenOffice 3.3 potrete incontrare qualche problema, ma seguendo questi passi, vi risulterà di una semplicità sconcertante.

Partiamo dallo scaricamento dei pacchetti .deb ufficiali, reperibili sul sito di Openoffice Org.

Primo passo FONDAMENTALE da compiere: rimuovere le versioni precedenti (se installate).

Per farlo, aprire una sessione terminale e digitate:

sudo apt-get remove openoffice*.*

Adesso scaricate il pacchetto deb dal link del sito o semplicemente cliccando QUI’. E’ un archivio tar.gz quindi dovetre estrarlo, cliccando con il tasto destro del mouse sul file scaricato e facendolo puntare alla home o sulla scrivania (o dove meglio reputate opportuno). Diversamente, da terminale, digitate

tar -zxvf OOo_3.3.0_Linux_x86_install-deb_it.tar.gz

A questo punto, spostatevi nella directory DEBS che trovate all’interno della cartella appena estratta, quindi (sempre da terminale) digitate:

cd DEBS

o se vi pare più comodo lavorare nella scrivania

cd Scrivania/OOo_3.3.0_Linux_x86_install-deb_it.tar.gz/DEBS

non dimenticate che il comando è “case sensitive”

ed eseguite in successione i seguenti comandi

sudo dpkg -i *.deb
cd desktop-integration
sudo dpkg -i *.deb

A questo punto, dal menù Applicazioni > Ufficio, troverete tutti i componenti della Suite.

Buon Lavoro.

Tratto, rieditato ed aggiornato su spunto di chimerarevo.co
Feb 19, 2011 - Politica    No Comments

Vogliamo aleggerire il lavoro ai GIUDICI?

Giustizia INGIUSTASi parla di “riforma della giustizia” e ci infilano IL RIPRISTINO DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE!!
Ci hanno rotto il cazzo e non ne possiamo più, ma perchè non si fa UNA cosa GIUSTA?
Perchè sembra che lo scopo sia SOLO QUELLO DI INCULARCI?
Vogliamo una riforma della Giustizia GIUSTA!! Che RISPETTI LA COSTITUZIONE e che dia risposte rapide e oneste.

Sono dell’avviso che si dovrebbe procedere innanzitutto ad una operazione:
– DIVIDERE LE COMPETRENZE DEI TRIBUNALI.
Mi spiego meglio: sappiamo che una valanga di cause civili pende sulla testa dei Giudici di TUTTI i Tribunali. E’ dato conosciuto che una quantità immensa trattano specificità raggruppabili; intendo dire che invece di avere tre tribunali per provincia che trattano TUTTO, si potrebbe:
dedicare un Tribunale (o una sezione se il Tribunale è in grado di gestirne il carico) alle Cause PER INCIDENTI STRADALI,
uno per le Cause CONDOMINIALI,
uno per le Cause MATRIMONIALI,
Cause AZIENDALI, PATRIMONIALI E DEL LAVORO
ed uno per i reati PENALI.
Tutte le altre minori… ai Giudici di Pace.

E’ inutile che dappertutto si tratti TUTTO. E’ chiaro che in un’azienda che si rispetti, la qualità del prodotto è tanto migliore quanto più l’Azienda è specializzata in un prodotto specifico.
Altro Capitolo (che però coinvolge in verità tutti i settori della Giustizia) è quello della pena da infliggere a CHI PROMUOVA UNA CAUSA BEN SAPENDO DI AVERE TORTO. Ne è un limpido esempio la QUERELA PER DIFFAMAZIONE. A tal proposito vi suggerisco un passo tratto dal sito di Beppegrillo: non è una sua idea, in realtà il DIRITTO ANGLOSASSONE LO PREVEDE, ma noi siamo CREATIVI e dobbiamo inventarci le coglionate pur di proteggere il ricco potente prepotente di turno.
La proposta è: SE QUERELI UNA PERSONA e chiedi un MILIONE di euro di risarcimento, se il Giudice stabilisce che hai torto, PAGHI AL QUERELATO l’ammontare richiesto!
Io aggiungerei le spese processuali e Legali raddoppiate per INTASAMENTO DELL’ATTIVITA’ DEL TRIBUNALE. Sono certo che il numero delle Querele crollerebbe drasticamente.


da beppegrillo.it
La querela per diffamazione è sopravvissuta a tutte le riforme sulla Giustizia, alla depenalizzazione del falso in bilancio, al lodo Alfano, alla separazione delle carriere, al bavaglio all’informazione. La querela serve al potere. La querela è un’arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici all’avversario. Spesso con la ricerca del pelo nell’uovo, come ad esempio un mancato virgolettato in una frase. La querela può essere penale o civile. Se va bene si infanga l’avversario e si porta a casa un piccolo tesoretto. Magari con la cessione del quinto dello stipendio di un povero diavolo.
La querela per diffamazione va depenalizzata. E se si richiede un indennizzo economico, chi fa la querela dovrebbe depositare in anticipo l’intera somma richiesta su un conto a disposizione del Tribunale. Se perde la causa, il deposito servirà a risarcire il querelato. Troppo comodo infangare, spaventare e cavarsela con le sole spese processuali.
Di solito si querela la verità, mai la menzogna. Di solito chi querela sono i politici e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini. Di solito la querela viene usata in mancanza di altre argomentazioni per finire sui giornali di regime e fare la figura dell’innocente. Riporto Schifani che non può essere processato ha querelato Travaglio, Mavalà Ghedini minaccia di querela chiunque dia del puttaniere al suo cliente (in pratica mezzo mondo), Cicchitto querela l’Espresso.

Feb 10, 2011 - Politica    No Comments

Cornuti e MAZZIATI

Riporto, dal Sito del Ministro della Gioventù una notizia che sa di beffa.

In palio, “Posti di lavoro a tempo indeterminato” (ma la costituzione non ne PRESCRIVE IL DIRITTO PER OGNI CITTADINO??)

MUTUI !!!! (e le Banche si inculano gli spiccioli che vi sudate)

Milioni per l’Impresa giovanile!!! Ma avete idea di QUANTE NE AVETE FATTO CHIUDERE?

Vi PREGO, se venite a conoscenza anche di UN SOLO ASSUNTO O UN BENEFICIARIO (che non habbia partecipato alle feste conosciute) fatemelo sapere e rendiamolo pubblico!


Diritto al futuro

Diritto al futuro: stanziati subito 300milioni di euro per il domani dei giovani italiani

“Diritto al futuro”, è un insieme di azioni del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rivolte alle nuove generazioni, sui temi del lavoro,  della casa,  della formazione e dell’autoimpiego.

10.000 posti di lavoro a tempo  indeterminato per giovani genitori con contratti atipici;

10.000  mutui concessi a  giovani coppie di precari;

100  milioni per l’impresa giovanile, il talento e  l’innovazione tecnologica;

20.000 tra i migliori neolaureati d’Italia messi a contatto con  il mondo produttivo;

30.000 giovani  meritevoli che potranno investire sul proprio futuro e completare la  propria formazione grazie a un prestito garntito;

oltre 68 milioni di  spesa coordinata con gli enti locali a favore delle giovani  generazioni.

I decreti che compongono il pacchetto “Diritto al Futuro” sono già stati firmati, e la loro dotazione economica interamente finanziata. Espletati gli ultimi passaggi dell’iter burocratico, saranno attivi già nei prossimi mesi.

Feb 8, 2011 - Politica    No Comments

Julian Assange e i Giornalai Italiani

AssangeParla Julian Assange, l’Eni?
“La vera grande azienda corrotta italiana”
(E immaginate quanto non ne sappia nulla Prodi! [ndr])

Da Ellingham Hall, il rifugio inglese, il fondatore di Wikileaks parla del nostro modo di fare informazione: “Abbiamo dato i cables ai due grandi giornali italiani, ma non li hanno pubblicati”

I cables censurati dai “due più grandi giornali italiani”. L’Eni, “la vera grande azienda corrotta italiana”. Berlusconi, che a lui non piace, “ma agli italiani sì”. E’ un Julian Assange a tutto campo a parlare in un’intervista pubblicata oggi da Agoravox. Nel giorno in cui l’hacker più famoso del mondo si trova a Londra per difendersi davanti al Tribunale che dovrà stabilire se estradarlo o meno in Svezia, dov’è ricercato con l’accusa di stupro, il fondatore di Wikileaks, l’uomo che ha impaurito la diplomazia internazionale con le sue rivelazioni, dà la sua opinione sul nostro Paese.

Da Ellingham Hall, il rifugio inglese, Assange parla del nostro modo di fare informazione. “I giornali italiani si occupano di persone che sono già in carcere o sotto processo, ma non si occuperebbero mai di persone che non sono mai state indagate, anche se citate nei cables“. E ancora: “Il vero problema è che in Italia i grandi giornali non parlano delle storie di corruzione”. E i cables? perché non sono mai stati dati ai giornali italiani? “L’abbiamo fatto – risponde Assange – li abbiamo dati ai due giornali più grandi. In precedenza avevamo anche lavorato con uno dei due, ma alla fine non ne hanno fatto nulla”.

Eppure, afferma ancora il fondatore di Wikileaks, di cose interessanti nei cablogrammi ce ne sono. Notizie, ad esempio, sulla grande compagnia pubblica Eni, “il grimaldello che l’Italia usa per entrare in vari paesi del mondo. Come per esempio in Kyrgyzstan dove c’è un forte legame basato sulla corruzione tra l’Eni e i politici locali. L’Eni è la vera grande azienda corrotta italiana”.

E Silvio Berlusconi? “Non mi piace, ma agli italiani sì. Il problema di Berlusconi non è tanto il suo potere politico ed economico, ma come l’abbia usato per fare i propri interessi, corrompendo il sistema”.


Solamente qualche decina di giorni fa, Maurizio Blondet pubblicava un’altro articolo interessante: Quando Prodi aveva “l’amico Putin”
Ne riporto uno stralcio, il resto lo leggete dal sito ufficile (link in calce) in quanto, sebbene sia tratto dalla sezione FREE, non è corretto il copia/incolla.

Nel 2006, Prodi fece un viaggio-lampo a Mosca per concludere un grosso affare. Ma Wikileaks non c’era ancora. Nel 2008, Putin ha offerto a Prodi la presidenza di Southstream
MOSCA – L’accordo ENI-Gazprom lo stava facendo Berlusconi: misteriosi bastoni tra le ruote, nel consiglio d’amministrazione dell’ente, l’hanno liquidato, o meglio ritardato fino alle elezioni e al cambio di regime a Roma. Ora si capisce perché: l’accordo lo doveva fare Prodi.
Perché è un buon accordo, bilaterale, da Stato a Stato e non abbandonato al «libero mercato», secondo la tradizionale politica italiana – alla Mattei, da quel che si può capire.
«Le nostre relazioni nel campo dell’energia non sono più quelle tra venditore e cliente», ha detto Prodi all’uscita dal Cremlino: «ora si tratta della presenza italiana sul mercato russo e della presenza russa sul mercato italiano».
Dal canto suo, Putin ha annunciato che Mosca osserverà l’Energy Charter (vedi sotto) «nei riguardi dell’Italia» (sottinteso: esclusi gli altri) senza nemmeno che il parlamento russo lo approvi.
La cosa ha stupito non poco Andrey Kolesnikov, il giornalista di Kommersant esperto del settore, che da settimane aveva sentito Putin e i suoi scagliarsi contro l’Energy Charter come «un documento che discrimina la Russia» e «in contrasto con il concetto russo di sicurezza energetica».
E la cosa si spiega: stipulato nel ’91 e firmato a Lisbona nel ’94, ossia negli anni di Eltsin e del saccheggio occidentale delle risorse russe (sotto il nome di «privatizzazioni e liberalizzazioni»), l’Energy Charter è il trattato che la Casa Bianca e i suoi maggiordomi europei (Barroso e Solana fra i primi) usano per criticare la mancata privatizzazione della Gazprom, il mancato accesso occidentale agli oleodotti russi, e in generale il fatto che Putin usi gas e greggio non come una merce, ma come un’arma strategica.

Fonti: ilfattoquotidianno.it ed effedieffe.com