Così Facebook spia le vostre chat e i vostri messaggi privati

 

facebook grande fratello spione

Le conversazioni private tra gli utenti di Facebook vengono analizzate da un algoritmo in grado di identificare e prevenire possibili reati in base alle parole che vengono scambiate.

L’algoritmo è studiato in modo da identificare un possibile messaggio criminale o eventuali piani per attentati alla sicurezza pubblica. Le conversazioni ritenute sospette vengono inoltrate alle forze dell’ordine Usa, e questo sta sollevando polemiche per quanto riguarda la privacy.

Nessuno al momento è in grado di stabilire quanto sia preciso l’algoritmo e quali siano le parole in grado di farlo entrare in azione e segnalare le conversazioni «sospette».

Si sa comunque che il codice controlla tutti gli utenti che non sono considerati «chattatori abituali». Il social network ha fatto sapere che le chat saranno consegnate ai tribunali e alle forze dell’ordine che ne fanno richiesta solo sulla base di reale necessità e consistenza degli indizi.

Fonte: unita.it

Lug 10, 2012 - Economia, InGiustizia, Politica    No Comments

Caos Grecia, ammalati senza cibo in ospedale ad Atene

Già da marzo, nel nosocomio Elpis non vengono più forniti colazione pranzo e cena ai ricoverati. A rischio anche i degenti con diete speciali, come i post-operatori. Il comparto dei fornitori, che aspetta gli arretrati almeno di un anno, accusa una flessione attorno al 50%. E dopo il fallimento nel recupero delle tasse, per l’autunno si profilano nuovi tagli

grecia elezioni interna

 

Emergenza umanitaria in Grecia? Poco ci manca. Insieme con l’ospedale Elpis inizia a svanire la speranza per il salvataggio di un comparto delicatissimo come la salute. Dopo il caso dei malati di cancro costretti a pagare le cure chemioterapiche di tasca propria, per via delle casse dello stato drammaticamente vuote e dopo le lunghissime file di pazienti a cui le farmacie non potevano dare medicinali (in quanto in credito con lo stato per svariati milioni di euro) nella Grecia tecnicamente fallita il nosocomio Elpis non può più garantire i pasti ai propri ricoverati: le ditte fornitrici devono ancora ricevere i pagamenti relativi al 2011.

Un dato sconcertante che si aggiunge ad una criticità oggettiva sostanziale come quella dei materiali sanitari stessi che scarseggiano nelle strutture del paese. Alcune hanno chiesto in prestito addirittura le lenzuola ad altri ospedali. Nello specifico, l’Elpis dallo scorso mese di marzo non provvede a colazioni, pranzi e cene per i propri pazienti. E a questo punto rischia di non poter disporre neanche di alimenti basilari come l’olio d’oliva, la pasta e il semplice pane tostato. Dal Dipartimento di Nutrizione fanno sapere che le ditte fornitrici hanno lanciato un vero e proprio ultimatum: nessun nuovo ordine di alimenti se prima non verranno onorate le fatture dello scorso anno. Inoltre non sarà neanche possibile provvedere a soddisfare quei pazienti che devono seguire diete specifiche, per particolari patologie o perché in regime post operatorio, a cui neanche i parenti potrebbero far fronte, vista la peculiarità dei soggetti e delle relative esigenze.

Un panorama che non potrà che aggravarsi, considerata da un lato la non disponibilità della troika ad andare oltre uno sconto temporale (la ventilata concessione di spalmare l’impegno greco nel prossimo biennio, osteggiata dalla Finlandia) e l’allarmante crollo delle entrate per lo Stato. Infatti, a seguito delle misure proposte da Fmi, Ue e Bce, tra nuove tasse, (i cosiddetti karadzi), controlli anti evasione e lotta agli sprechi, il flop è stato nell’ordine del 70%. Ovvero su cento euro preventivati che l’erario ellenico avrebbe dovuto ricavare da queste prime iniziative legate al memorandum, ne sono entrati solo trenta. Significa che andrebbero riformati soprattutto quei dipartimenti fiscali che semplicemente non hanno accertato quante e quali tasse si sarebbero dovute pagare, specialmente nel settore privato. Mentre invece dipendenti pubblici, pensionati e salariati hanno subito senza se e senza ma un taglio verticale delle proprie buste paga nell’ordine del 25%, con l’iva schizzata al 23% e la benzina verde a due euro al litro. La stessa sanità, che sta offrendo esempi della levatura del nosocomio Elpis, è uno dei settori con le più grosse deficienze strutturali e materiali, dal momento che già si tratta di un settore che da sempre è stato in crisi nel paese. E che oggi, a maggior ragione dopo il memorandum, soffre tremendamente i minori trasferimenti economici da parte dello Stato. Con un intero indotto, quello dei fornitori, che accusa un 50% di flessione; i pazienti che subiscono un servizio non adeguato, e il personale medico e paramedico in agitazione.

Inoltre fonti del ministero dell’Economia ellenico riferiscono che secondo la troika il “buco nero” delle mancate entrate ammonterebbe a due miliardi di euro, ragion per cui i rappresentanti europei in pianta stabile ad Atene avrebbero avanzato forti preoccupazioni su questi risultati negativi oltre che sulle mancate privatizzazioni. Ormai le urne sono chiuse e l’attuale premier Samaras, dopo il forfait a Bruxelles, suo e del ministro Rapanos sostituito da Stournaras (componente della speciale commissione che curò il passaggio dalla dracma all’euro) dovrebbe dar seguito alle promesse elettorali.

Ritardi ci sono nell’abolizione del Codice di libri e dischi (una specie di Siae), nella fusione o soppressione della autorità doganali e fiscali annunciate ormai da tempo. Il governo replica che verrà istituita una task force per eliminare le esenzioni fiscali e i regimi speciali. Ma serve fare presto e farlo bene. E soprattutto portare risultati accettabile al prossimo Eurogruppo. Sempre sperando che premier e ministro preposto riescano ad essere presenti. Mentre per settembre già si prepara una nuova ventata di scioperi e manifestazioni anti memorandum e antigoverno.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Le banche boicottano i giovani

Un’indagine di Altroconsumo rivela che allo sportello la grande maggioranza degli istituti non rivela ai precari che esiste un fondo di garanzia governativo per i loro mutui. In compenso, cercano di vendergli le proprie polizze assicurative (anche se è vietato)

Fonte: Altroconsumo, luglio 2012 (premi massimi richiesti per polizza vita per un mutuo di 100mila euro) Fonte: Altroconsumo, luglio 2012 (premi massimi richiesti per polizza vita per un mutuo di 100mila euro)Un mutuo all’1,2% anziché al 4? Cari precari, continuate a sognare. Eppure nel giugno del 2011 l’ex ministro Meloni e molti istituti di credito avevano siglato un accordo che prevedeva proprio questo: grazie a un fondo garantito dal governo le banche avrebbe potuto offrire mutui a prezzi agevolati alle giovani coppie di precari. Un’opzione di cui sembra si siano dimenticati tutti. Come dimostra un’inchiesta di Altroconsumo, a un anno dall’attivazione del fondo, le banche si guardano bene dall’offrire questa soluzione, anzi. Solo nove agenzie sulle 71 visitate dall’associazione lo hanno proposto: tutte le altre si son limitate a proporre prestiti con tassi d’interesse due o tre volte superiori.

«Dicevano sempre di non sapere nemmeno dell’esistenza del fondo, o che la loro banca non vi aveva aderito – racconta Anna Vizzari, una dei membri di Altroconsumo che ha seguito l’inchiesta – quando sappiamo non è vero: erano tutte agenzie di istituti che hanno firmato il protocollo d’intesa». Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, tanto per citarne alcune (potete trovare qui la lista completa http://www.diamoglifuturo.it/fondo-casa/Soggetti%20Finanziatori).

Secondo il protocollo, intitolato “Diamogli futuro”, il governo metteva a disposizione un fondo di garanzia di 50 milioni di euro perché le banche concedessero mutui agevolati alle coppie di precari: un tasso dell’1,20% o dell’1,50% per mutui superiori ai 20 anni. «Praticamente nessuno ce l’ha proposto, e sì che spesso, soprattutto nelle agenzie più piccole, parlavamo direttamente con i direttori. E se non sono loro a offrire questa soluzione ai clienti chi dovrebbe informare i precari di questo diritto?». Nessuno. Nemmeno sul sito “Patti Chiari”, fondato dall’associazione bancaria italiana per “migliorare la relazione banca-cliente”, se ne trova il minimo cenno.

Per le coppie di precari under 35, insomma, le barriere per l’accesso al credito rimangono le stesse, nonostante gli impegni di banche e governo. Non che per i lavoratori “stabili” le cose vadano meglio: «La banche stanno proponendo tassi insostentibili per il reddito medio – continua Anna Vizzari – oltre a richiedere ormai anche un terzo garante. Per mutui, poi, che non coprono più del 50, 60% del valore di perizia della casa: tutto questo impedisce di accedere al credito a milioni di persone che lo potrebbero sostenere».

Ma l’inchiesta di Altroconsumo ha verificato anche altro. Secondo l’ultimo regolamento Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d’interesse collettivo), le banche non possono vendere polizze legate al mutuo di cui sono beneficiarie. Bene, su 185 agenzie visitate da Altroconsumo, il 68% ha offerto ai finti clienti dell’associazione delle polizze di incendio e scoppio: «Dicevamo di voler aprire un mutuo da 100.000 euro – racconta la Vizzari – poi chiedevamo se si potessero legare al mutuo delle polizze assicurative, e chi ne fosse il beneficiario. Ce le offrivano subito, infischiandosene del regolamento. Abbiamo denunciato tutto all’Isvap». Cigliegina sulla torta: tra le 12 città visitate non sono mancate le banche che queste polizze le offrivano a prezzi esorbitanti. Come se non bastasse già tutto il resto.

Fonte: espresso.repubblica.it

Quando si dice “parlare a vanvera”…….

Comunicato Stampa
Dura la reazione dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Sardegna dopo le polemiche suscitate dall’intervento durante la trasmissione ‘Monitor’, in onda il 31 maggio scorso su Videolina.

Cagliari, Alghero, Quartucciu, Sennori, 11 Giugno 2012.

A seguito delle numerose segnalazioni pervenute da tutta Italia da parte di cittadini indignati per le affermazioni di un tale ‘Francesco Perra’ in merito ai matrimoni tra omosessuali, il Movimento 5 Stelle Alghero, il Movimento 5 Stelle Quartucciu, l’Associazione 5 Stelle Cagliari e il Movimento 5 Stelle Sennori si dissociano fermamente da tali dichiarazioni, in quanto contrarie allo spirito del Movimento e lesive persino della sensibilità dei suoi attivisti. Inoltre si segnala che lo stesso Sig. Perra a nessun titolo – se non unicamente personale – è autorizzato a rilasciare dichiarazioni a nome del Movimento stesso.

Nel ricordare, infine, che in diverse realtà regionali il Movimento 5 Stelle si sta battendo a favore delle pari opportunità e del riconoscimento dei diritti civili, il Movimento 5 Stelle Alghero, il Movimento 5 Stelle Quartucciu, l’Associazione 5 Stelle Cagliari e il Movimento 5 Stelle Sennori ribadiscono con forza la loro solidarietà incondizionata a chi si è giustamente sentito offeso da un simile atteggiamento.

MoVimento 5 Stelle:
Il Movimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

Per informazioni:

Dafni Ruscetta – Ufficio Stampa Associazione 5 Stelle Cagliari

http://www.movimento5stellecagliari.it/?p=2932#comment-4842

Nonostante non piaccia ai diversamente onesti…..

 

 

eBayAbuse is Back!eBayAbuse is Back!


Giovedì 7 Giugno 2012

Siamo di nuovo online, nonostante i farabutti che ci vogliono fuori dal web, nonostante eBay che li sponsorizza, nonostante lo Stato che gli permette di far scempio della Legge e disporre a proprio piacemento del web italiano. A breve rimetteremo online i nostri soliti contenuti ma, nel frattempo, fai attenzione quando compri su eBay.it: è il più grande sito di truffe online d’Europa. La piattaforma italiana è praticamente controllata da gruppi di truffatori professionali che godono della ‘simpatia’ di personale dell’Assistenza che li appoggia in ogni modo: se non sei esperto, le probabilità di acquistare su eBay senza restare truffato sono veramente scarse.

Aggiornamento ore 13:
In attesa di tornare online con il nostro solito dominio, stiamo estendendo una rete di presenze che faranno da mirror ai contenuti di eBayabuse, in maniera da garantirne la presenza anche se il sito madre finisce offline. Abbiamo anche attivato un solido sistema di RSS ed entro stasera saremo massicciamente presenti su wordpress.com, blogspot.com, twitter e facebook con un fanclub. Se qualcuno vuole dare una mano può contattare mirror.ebayabuse@gmail.com


 




Aggiornamento 8 Giugno 2012:


Nuovamente raggiungibile.

 

 

 


Per quanti avessero difficoltà, di seguito l’elenco dei mirror dai quali poter accedere al servizio:


La Distanza dalla vita normale di LORSIGNORI…

MONTI E CHI GUADAGNA 5 EURO ALL’ORA

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Ci sono immagini che non richiedono commenti. Guardatevi lo stralcio dell’intervista concessa dal premier Mario Monti alla Sette (vedi più sotto, ndr). Formigli gli chiede: se lei avesse un figlio ventenne, laureato che guadagna 5 euro all’ora con un contratto da precario che cosa gli direbbe: vai via dall’Italia? Come lo convincerebbe a restare?

Mario Monti resta in silenzio per 17 secondi, poi farfuglia una risposta sconclusionata, evasiva; tipica dell’accademico che non sa cosa sia la realtà, che non ha mai visto, né frequentato, né pensato a chi lavora umilmente; perché quel mondo non gli appartiene, esce dal suo radar mentale se non per ripetere le stesse regole astratte sulla flessibilità, sulla necessità di cambiare.


O meglio: cambino gli altri, lui no di certo. Quanto a suo figlio, è giovanissimo ma ha già fatto una carriera brillante a Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, Parmalat. Per meriti personali, non dubitiamo

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/05/26/monti-e-che-guadagna-5-euro-allora/ 26.05.2012

Tratto da: comedonchisciotte.org

Problemi SERISSIMI in vista…..

EFFEDIEFFEIl buon Maurizio Blondet mi perdonerà per il copia/incolla, ma si tratta di una notizia di un ALLARMATE SPAVENTOSO!LEGGETE E DIFFONDETE!!!


La nuova Rivoluzione Americana. Sarà stroncata.

Il Dipartimento per la Homeland Security si prepara: ha comprato 450 milioni di proiettili a punta cava molto potenti di grosso calibro (40 , pari a 10 mm) e altri 175 milioni di munizioni calibro .223 (5,56 mm), che è il calibro NATO. Ne dà notizia sul sito «Liberty Bell» Ron Holland, economista, attivista e blogger, che ricorda come il primo tipo di munizioni sia vietato nei conflitti fra nazioni fin dalla Convenzione dell’Aja del 1899, e «si può solo immaginare in quale situazione domestica questa potenza di fuoco può essere usata dalla Sicurezza Interna». La ditta fornitrice, ATK, vanta così le sue pallottole: offrono «optimum penetration for terminal performance» (Where Do We Go From Here in the Freedom Movement?).

Holland annuncia un seminario che si terrà l’11 luglio a Las Vegas, cui interverranno note personalità, sul tema: «Crisi in America, un appello all’Azione» (A Call for Action). «Sono tempi da paura, ed è per questo che abbiamo una sessione speciale d’emergenza». Ad organizzare l’incontro è il Freedom Movement, il gruppo del movimento libertario a cui si richiama anche Ron Paul.

Ron Paul (benchè abbia ottenuto lusinghieri risultati elettorali) s’è ritirato dalla corsa presidenziale, lasciando nella confusione i suoi militanti e ausiliari della campagna, ed è un altro indizio di qualcosa di grave. Lui motiva la sua rinuncia con ragioni finanziarie (plausibili); alcuni dei suoi più stretti collaboratori negano che abbia capitolato e danno un’altra ragione: Message from Ron Paul 5/14/2012.

Il 76enne politico sa che non è possibile affermarsi al di fuori del sistema dei due partiti, non si può sfidare oltre il partito di cui anche il suo movimento ha bisogno, ossia il Partito Repubblicano cui formalmente appartiene, e rientra nella casa-madre contando di influenzarlo dall’interno. Plausibile anche questo.

Ma c’è una misteriosa «colazione d’affari» a cui Ron Paul è stato invitato da Ben Bernanke, il capo della Federal Reserve, presso la Banca Centrale, pochi giorni prima dell’annuncio della rinuncia (il Wall Street Journal ha dato notizia dell’incontro il 9 maggio). Ron Paul è un noto nemico della FED, di cui chiede l’abolizione pura e semplice. Il tema dell’incontro è rimasto riservato (Fed Foe Ron Paul Breakfasts With Bernanke at Central Bank).

I siti che appoggiano il vecchio fanno ridde di ipotesi su pressioni e minacce che Ron Paul potrebbe aver ricevuto, onde mettere fine ad una campagna che stava diventando troppo efficace e pericolosa per un establishment esso stesso in piena crisi di sistema, fra il degrado dell’egemonia e il declino economico. Questo ha scelto, come sfidante di Obama, Mitt Romney; e Ron Paul tallonava il candidato prescelto troppo da vicino. A pericolo percepito come estremo, l’establishment non ha mai mancato di ricorrere a mezzi estremi. Abbastanza, in questo caso, dal dissuadere il vecchio parlamentare a rientrare nei ranghi.

Si aggiungano le ormai annose informazioni sull’allestimento di vasti campi di concentramento per la popolazione, di gigantesche scorte di alimenti conservati fatte dallo Stato federale, di migliaia di bare, di reparti delle forze armate in addestramento per essere usate contro la popolazione (ciò che è vietato dalla Costituzione); si profila qualche evento, che il già citato Holland spiega così: «Il governo federale si sta preparando per disordini civili senza precedenti, peggiori che in Grecia e Spagna, quando Washington sarà costretto ad imporre piani di ‘austerità’ l’anno prossimo, dopo le elezioni di novembre».

Da dicembre infatti scattano una serie di tagli automatici o forzati al bilancio federale, resi obbligatori per le norme sul «tetto all’indebitamento» (debt ceiling) approvate l’anno scorso.

Di questo momento fatale ha parlato il 24 aprile, davanti al Council on Foreign Relations (lo storico centro decisionale dell’establishment), Erskine Bowles, condirettore della Commissione per il Bilancio del presidente Obama. Bowles ha spiegato al selezionato pubblico che tutti i dollari di entrate fiscale sono andati nelle spese fisse (Medicare, Medicaid, Sicurezza Sociale) e nel ‘servizio del debito’, 250 miliardi di dollari; ma questa cifra già mostruosa può salire a fine anno a 600 miliardi per il solo rincaro degli interessi passivi dovuto al credit crunch mondiale, e «possiamo trovarci a spendere mille miliardi in soli interessi in un batter d’occhio».

Le entrate fiscali sono andate via per quello. Per tutte le altre spese della superpotenza – Pentagono, infrastrutture, ricerca, istruzione, sicurezza interna, e le due guerre in corso – si è ricorso a prestiti; metà dei quali, ha detto Bowles, li abbiamo ottenuti da Paesi stranieri. Siamo al punto, ha celiato, che se la Cina invadesse Taiwan e fossimo costretti al conflitto come ci obbliga il trattato d’alleanza, per farlo dovremmo chiedere un altro prestito ai cinesi. Risate nervose in aula (U.S. Perfecting Formula for Budget Failure, Says Bowles).

A dicembre, il bilancio federale incontrerà diversi «scalini» in discesa, dai tagli obbligatori di 1,1 trilione (metà li subirà il Pentagono), diverse scadenze di facilitazioni fiscali risalenti all’era Bush, eccetera: da 4 a 7 trilioni (ossia 7 mila miliardi di dollari) di tagli, per i quali non ci si è affatto preparati. Anche perchè con il voto per la presidenza a novembre, nè l’Amministrazione Obama nè il Congresso a lui avverso hanno interesse a cominciare i tagli. Anche se a dire il vero la Camera bassa (dove la maggioranza è ostile ad Obama) ha già passato una legge che grazia dai tagli automatici la Difesa, trasferendoli sui servizi sociali e sulla (pseudo) riforma sanitaria varata da Obama, e aumentando i contributi a carico dei dipendenti statali per le pensioni. Anche se questa legge sarà silurata al Senato dove la maggioranza è del Partito Democratico, ciò indica l’orientamento prevalente nel mondo politico come nei poteri forti: piuttosto che le spese militari (strumento dell’egemonia terminale), si taglieranno le miserabili spese sociali. Dalla sanità fino ai buoni-pasto caritativi, da cui dipendono decine di milioni di americani (Appalled by sequester cuts, House begins efforts to avoid them).

Di qui la necessità di provvedere in anticipo a probabili rivolte sociali. Il movimento libertario si prepara con il Freedom Festial a Las Vegas; la Homeland Security con i 450 milioni di palle calibro .40, e con la nuova legislazione già varata: il National Defense Autorization Act che toglie ai cittadini americani l’habeas corpus – se definiti «terroristi» o «enemy combatants» possono essere incarecerati senza processo e senza limiti di tempo, fino alla proposta della senatrice democratica Barbara Boxer: chi deve all’ufficio imposte più di 50 mila dollari si vedrà ritirare il passaporto.

«Tempi da paura», come dice Holland.

Fonte: effedieffe.com

Volete la VERA lotta all’evasione?

Anti EquitaliaEquitalia? No, a Calalzo di Cadore recupero crediti gestito dalla comunità montana

Il progetto, in vigore dal primo marzo, è un’iniziativa del sindaco (con il sì unanime del consiglio comunale). Esclusi rischi di pignoramento. “Se qualcuno – dice il primo cittadino – non ce la fa a pagare noi rateizziamo. Non mandiamo sul lastrico una famiglia” 

Equitalia? No, grazie. La decisione presa dal sindaco di Calalzo di Cadore (piccolo centro montano in provincia di Belluno) inizia a fare proseliti tra altri comuni. Lo scorso novembre, il primo cittadino Luca De Carlo – eletto con una lista civica sostenuta dal centrodestra – applicando le legge 166/2011, che prevede che ogni amministrazione possa non servirsi di Equitalia per incassare dai cittadini i soldi di multe e tributi non pagati, ha infatti scelto di dare la riscossione dei crediti insoluti in gestione alla Comunità montana Valbelluna.

Per il giovane sindaco veneto, il servizio adottato dalla società pubblica di riscossione presieduta da Attilio Befera, con la sua applicazione di more e interessi, è “disumano e da sceriffo di Nottingham”. A chiedere ai cittadini di pagare le temutissime cartelle esattoriali, per conto del Comune, dal primo marzo ci penserà l’ente territoriale locale. “In questo modo – spiega il primo cittadino – riusciamo a monitorare costantemente i furbetti, quelli cioè che non pagano perché credono che le tasse le debbano pagare solo i poveracci, e quei cittadini che invece sono in oggettive difficoltà. Proprio su questi ultimi interveniamo subito, magari con la rateizzazione. Abbiamo cercato insomma di umanizzare e avvicinare ai cittadini un servizio che resta comunque antipatico. Perché non è vero che le tasse sono belle da pagare, come diceva Padoa Schioppa

Continua su: ilfattoquotidiano.it
—————————————————————-
Eppure, continuo ad essere del mio avviso: il PROBLEMA NON E’ EQUITALIA, che invece stà dimostrando efficacia nell’azione.
Il problema è LO STRUMENTO LEGISLATIVO che ne LEGALIZZA e regolamenta L’AZIONE!
In definitiva, con l’abolizione di Equitalia si farebbe un gran favore a chi E’ UN’EVASORE DI PROFESSIONE e poi conduce una vita al di sopra del dichiarato. In realtà bisognerebbe entrare nel merito DI OGNI SINGOLO CASO.
    Mi direte, ma com’è possibile, se uno dichiara poco, non ci si può fare gran ché. Ebbene no, si tratta di investire qualche decina di milioni in strumenti per la Guardia di Finanza ed impiegarli in questa maniera:
– la comunicazione e l’emissione dei ruoi può avvenire come ora, non è necessaria alcuna modifica;
– il contribuente che ritenga di essere vessato, potrà presentare istanza circostanziata in autotutela o assistito da un CAF o da società certificate dall’Agenzia delle Entrate (ed ecco un fiorire di nuova occupazione);
– Equitalia esamina la pratica e, dopo un’analisi in concerto con tre membri del Comune di Residenza del contribuente, che potrebbero essere nominati a rotazione tra una lista di cittadini volontari incensurati ed in ordine con i pagamenti, stabilisce di accettare e rimodulare l’emissione in ragione dell’effettivo stato patrimoniale/economico/familiare del contribuente;
– potrà quindi, non solo valutare con maggiore attenzione le modalità per le rateizzazioni, ma addirittura rinegoziarne gli importi (come invece accade VERGOGNOSAMENTE SOLO CON I GRANDI EVASORI) fino alla REMISSIONE DEL DEBITO per i casi più disperati!

Eh già, perchè questo paese dimmerda è cattolico solo per fare i pompini ai preti, ma quandoi si tratta di REMISSIONI, le si applicano solo a chi sappiamo tutti.

Vi chiederete: e la Guardia di Finanza?
Sì, la Guardia di Finanza e l’investimento summenzionato centra eccome! A mo avviso, tutta la procedura avrebbe una pecca: LE FALSE DICHIARAZIONI, FALSE AUTOCERTIFICAZIONI, FALSE FATTURAZIONI, FALSE DOCUMENTAZIONI che ovviamente inficierebbero l’equità dell’azione. Come ovviare? Il Comitato di Valutazione potrà, a maggioranza dei componenti, vincolati da giuramento di segretezza, incaricare la GdF di svolgere indagini nei confronti di QUEL contribuente, la sua Famiglia, la sua Azienda, ecc. e VERIFICARE il tenore di vita ed i movimenti se congrui a quanto dichiarato.
ALTRO CHE STUDI DI SETTORE DEL CAZZO che sono solo un PIZZO e che costringe milioni di partite IVA all’Adeguamento con lo spauracchio della Verifica Fiscale che già i Commercialisti demonizzano (anche a loro vantaggio) con il refrain “alla fine qualcosa te lo troverebbero sempre”!
STOCAZZO!
SE TI PAGO PER UN SERVIZIO, MI FAI IL SERVIZIO E SE SBAGLI PAGHI TU!

Ho già scritto cosa ne penso degli Avvocati e Commercialisti che fatturano anche quando PERDONO!
Che bella vita. Continuo ad affermare che dovrebbero SEGUIRE LE SORTI DELL’ASSISTITO, quando ottengono il risultato vengono regolarmente pagati, quando PERDONO, dividono le perdite E LE CONDANNE col loro cliente.
Il vantaggio è di una evidenza sconcertante: il furfante e l’evasore non troverebbero facilmente Commercialisti ed Avvocati disponibili e comunque costerebbero un botto (quasi da trovare maggior convenienza nel pagare le tasse regolarmente).

Cavalcatori di onde – parte seconda….

Rutelli LusiMargherita, Rutelli: ‘Nostri soldi agli esodati’

“Oggi iniziamo a dare i soldi in avanzo di bilancio della Margherita agli esodati“. E’ quanto annuncia l’ex leader della Margherita Francesco Rutelli fuori da Montecitorio ai microfoni de ilfattoquotidiano.it. “Abbiamo stretto un accordo con l’Inps – aggiunge il senatore dell’Api – per cui 5 milioni di Euro, saranno destinati al fondo per le persone esodate”. “Per 5 mesi garantiamo a 1200 persone di avere un reddito. Avremo – continua – anche altri soldi e li destineremo ai giovani meritevoli”. Poi l’ennesimo attacco a Grillo. “Profondo rispetto per i militanti e per chi si candida in qualunque lista, però Grillo non si presenta. Il Mentore (Grillo) – afferma – è un uomo di spettacolo e ha capito come fare spettacolo, ma la politica è fatta di democrazia e mandare avanti gli altri lo considero discutibile” di Manolo Lanaro

30 aprile 2012
 
—————————————–
Ma chi l’ha votato NON SE NE VERGOGNA ANCORA?
Pagine:«1234567...27»