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Ago 10, 2010 - Ecologia    Commenti disabilitati su Sacchetti di plastica? MORTALI!!

Sacchetti di plastica? MORTALI!!

Sacchetti di plastica

Nuova tassa sulle buste di plastica a Washington DC

Sacchetti di plastica

al bando

Dal prossimo anno in Europa saranno vietate le buste di plastica per la spesa, le cosiddette “shopper”. Negli Stati Uniti non vige ancora il divieto, ma hanno trovato un modo migliore per risolvere il problema: incidere su quello a cui gli americani tengono di più, il portafoglio.

Il governo della città di Washington DC, all’inizio di questo mese, imporrà una tassa di 5 centesimi per i sacchetti di plastica ai clienti dei supermercati. I funzionari della città prevedono di utilizzare il fatturato aumentando la lotta contro l’inquinamento di un fiume locale. Secondo i produttori dei sacchetti di plastica, che ovviamente non sono soddisfatti della nuova imposta, la decisione costerà alle famiglie di Washington “5 milioni di dollari nel 2010″. O, in altre parole, i residenti avranno 100 milioni di opportunità di scegliere un’alternativa eco-friendly ai sacchetti di plastica l’anno prossimo.

Ma la Capitale non è la prima città a scoraggiare le terribili “Plastic Bags”. La nuova tassa sui sacchetti, finalizzata ad eliminare gradualmente il prodotto, noto per essere una fonte comune di rifiuti per le discariche, è già nota a San Francisco, dove nel 2008 è stato vietato l’uso dei sacchetti di plastica in città, ed è stato ordinato che fossero sostituiti con materiali più eco-friendly, come la carta, anche se i sacchetti di tela riutilizzabili stanno guadagnando popolarità.


Ed ancora:

‘Addio ai sacchetti di plastica’San Francisco divisa sulla svolta ambientale

La città era stata la prima negli Usa a proibirne l’uso nei grandi supermercati. Ora il divieto potrebbe essere esteso a tutti i venditori al dettaglio

Tre anni fa San Francisco era stata la prima città americana a proibire l’uso dei sacchetti di plastica nei grandi supermercati e nei drugstore. Ora il divieto potrebbe essere esteso a tutti i venditori al dettaglio, incluse le librerie, i negozi di abbigliamento e di elettronica e i grandi magazzini. Il consigliere comunale Ross Mirkarimi, promotore della prima normativa “anti-sacchetti”, ha infatti presentato un nuovo progetto di legge che, se approvato, potrebbe far scomparire del tutto dalla città californiana le famigerate buste di polietilene.

Attualmente gli ipermercati e i drugstore della città, come Walgreens o Safeway, possono proporre solamente tre tipi di borse ai clienti: di carta riciclata, di bioplastica (ricavata in genere da amido di mais o di altri cereali) e borse riusabili di tela o di juta. Se la nuova proposta di Mirkarimi dovesse passare, questa politica sarebbe estesa a tutti gli esercizi commerciali, con poche eccezioni, previste per esempio per alcuni cibi. “Da quando la normativa anti-sacchetti è entrata in vigore nel 2007, circa 100 milioni di borse di plastica ogni anno sono state risparmiate alle discariche o agli inceneritori”, ha dichiarato Mark Westlund, portavoce del Dipartimento per l’Ambiente della città. “Ciò significa anche meno sacchetti che intasano gli scoli durante le piogge forti, sporcano le strade delle città o mettono in pericolo la fauna marina”.

“Le borse di plastica sono un chiaro esempio di un eccesso che è andato fuori controllo”, ha dichiarato il consigliere Mirkarimi. “Le persone non si rendono contro della composizione dei sacchetti o delle loro conseguenze. Ormai sono onnipresenti e tutti li accettano come un dato di fatto: nessuno si chiede più nulla”.

Ma c’è anche chi la pensa diversamente. Come Shari Jackson dell’American Plastics Council, l’associazione dei produttori di plastica. “La proposta di Mirkarimi potrebbe avere conseguenze non volute”, ha dichiarato Jackson. “Aumenterebbe in modo esponenziale l’uso delle borse di carta – che presentano anch’esse problemi di carattere ambientale – e porterebbe via il lavoro a migliaia di persone che producono le borse di plastica”. “I sacchetti non devono per forza essere gettati, ma possono essere riciclati e usati per produrre materiali da destinare alla coibentazione e alla copertura di edifici, alle recinzioni o ad altri prodotti”. Ma i sacchetti riciclati sono ancora troppo pochi e il processo è costoso, mentre, come ha fatto notare Wade Crowfoot, dell’Environmental Defense Fund (Fondo per la difesa dell’ambiente) “si potrebbero creare molti nuovi lavori producendo borse riutilizzabili”.

A non essere entusiasti sono i commercianti, anche se nessun gruppo si è ancora schierato apertamente contro la proposta. Jimmy Shamieh, della Arab American Grocers Association, che rappresenta circa 450 piccole drogherie a San Francisco, ha dichiarato al San Francisco Chronicle di essere “a favore delle iniziative ambientali della città”, anche se “per i piccoli dettaglianti i costi delle borse riutilizzabili sono ancora proibitivi”. Costi che finiscono poi per essere trasferiti ai clienti finali, già colpiti dalla crisi economica.

La proposta di Mirkarimi, una volta trasformata in legge, potrebbe diventare effettiva dal marzo del 2011.

Fonte: San Francisco Chronicle

Fonti: blogecologia.it &: ilfattoquotidiano.it
Lug 13, 2009 - Fonti energetiche alternative    Commenti disabilitati su Google e le sue 200 CAPRE!!

Google e le sue 200 CAPRE!!

GoogleIl celeberrimo motore di ricerca partecipa alla riduzione delle emissioni:

Per la manutenzione dei prati, STOP ai tagliaerba e via ad uno stuolo di CAPRE!!


In una delle ricerche, mi sono imbattuto in una notizia che ha dello sbalorditivo tanto è semplicemente stupida quanto paradossalmente OVVIA!!
Google, forse anche grazie alla attuale crisi (della quale vedremo ancora DRAMMATICHE EVOLUZIONI) ha varato un sostanzioso piano di tagli ai costi. In questo pacchetto, le spese per la manutenzione dei prati della Silicon Valley
.
Ebbene…: TAGLIO E FERTILIZZAZIONE CONTEMPORANEA!!
lA COSA PIU’ GENUINA, OVVIA E ANTICA DELLA TERRA!!


Google hires goat army for lawn maintenance
Bleats mowing the lawn
By Austin Modine

Job openings are few and slim in Silicon Valley these days, but at least Google is hiring. Applicants are required to have at least 2 years experience eating grass with a four-chambered stomach.

Google said today it has enlisted a small army of hungry, hungry goats to help manicure the expansive fields at its Mountain View headquarters.

Image courtesy the Google Blog

The internet’s top ad broker wrote in its official blog that the goats are hired from a local goat rental business to clear weeds and brush to reduce fire hazard.

A herder brings about 200 goats and they spend roughly a week with us at Google, eating the grass and fertilizing at the same time. The goats are herded with the help of Jen, a border collie. It costs us about the same as mowing, and goats are a lot cuter to watch than lawn mowers.

Yes, it’s all eco-friendly fun and games until Googlers start spreading Goat Flu to the masses. ®


E quindi ecco la California Grazing:

CapraGo Green. Go Goats.

California Grazing provides holistic land management and brush & weed control through grazing. We can eliminate noxious weeds, restore native grasses, and address fire prevention through fuel load reduction.

Our fleet of 800+ environmentally friendly, self propelled weed eaters are ready for your project! These cute & cost effective critters remove thistle, brush, weeds, and other invasive plants.

Benefits

Goat grazing is a cost effective, ecologically sound way to clear land and promote growth of native grasses and beneficial plants, particularly for large acreages and difficult terrain. It has been proven to efficiently handle areas that are inaccessible or difficult to manage with mowers, areas where burns are inadvisable, and sensitive areas where the application of herbicides is not appropriate.

Our goats restore plant species that better clean the air, reduce water pollution, prevent the spread of fires, eliminate mower emissions, and fertilize while they graze!

Star Thistle

Yellow star thistle is named for its bright thistle-like flowers, which have sharp spines surrounding their base. It is a long-lived annual and is found at elevations of 7000 feet or less. It grows anywhere from 6 inches to 5 feet tall. Most of the plant’s seeds germinate within a year of disbursement, yet some can stay viable for up to 3 years.

Goat grazing is a highly effective way of reducing star thistle and star thistle seed production. Goats will eat the plants in all stages, including after the spines form. Quite surprisingly, goats like thistle – it is one of the first plants they will eat when present. Intensive grazing managed over time by goats provides positive and successful results in the eradication of star thistle.

Aggressive noxious weeds like thistle bring problems as they displace beneficial plants, and reduce habitat and recreational value. Goat grazing is also an effective method for control of other weed species such as Spurge, Nettles, Purple Star thistle, Artichoke thistle, Poison Ivy and Poison Oak. Whereas human contact with Poison Oak or Poison Ivy can cause an allergic reaction in humans, goats relish them and are highly effective at eradicating this weed.

Other plants goats like to eat include: Vetch, Yellow and Purple Star Thistle, Bull Thistle, French Broom, Mustard, Himalayan Blackberry, Coyote Bush, Ivy, Pine and Oak Saplings, Poison Oak, Eucalyptus Saplings, Poison Hemlock, Sage, Ivy, and most grasses.

Riparian Restoration

A riparian area is one that is located on the bank of a natural waterway, such as a river or lake. By carefully managing grazing in riparian areas, healthy plants will build strong stream banks. Permanent vegetative cover provides the most effective way to reduce soil erosion. Raindrops, for example, lose some of their force when they land on plants. They run off the vegetation down to the ground rather than pounding the soil at their full velocity. More water soaks into the ground instead of running off, which helps to eliminate soil erosion.

Root systems of beneficial plants hold soil in place and filter contaminants. These root systems allow water to flow more clearly as impurities are filtered out before reaching ground water. Grazing management also minimizes vegetation growth and blockage of natural waterways. Grazing with goats encourages a healthy watershed and reduces pollution in our lakes, rivers and streams – and we all benefit from clean water!

Mountain, valley, desert or coast, we must preserve the wonder that is California!

Fuel Reduction

Goats eat “hot fuel,” the spindly plants that grow under trees and allow fire to spread quickly. Unlike other animals, goats are naturally adapted to eating weeds, brush, thistles and invasive plants. They have evolved their own razing mechanisms for digesting and processing even the most noxious of weeds. Fuel load reduction with goats is accomplished by the use of a temporary electric fence. This standard farm fencing enables us to control the goats’ grazing pattern.