Archive from marzo, 2011
Mar 31, 2011 - Religioni    No Comments

Il MERCATO nel Tempio???

GesùDedicato ai Cattolici che dimenticano GLI ATTI DI CRISTO.

“MA GUAI A VOI! Scribi e Farisei IPOCRITI!!”

Il Vaticano canonizza il copyright

Annunciata la revisione di una legge promulgata da Papa Giovanni XXIII nel 1960. La Santa Sede tutelerà le immagini e i contenuti emessi dal Papa, minacciati dalle nuove tecnologie. Istituita una commissione per il diritto d’autore

Roma – Una nuova legge sul diritto d’autore, che tuteli in maniera adeguata l’immagine, la voce e gli insegnamenti religiosi del Santo Padre. Così un recente articolo pubblicato tra le pagine del quotidiano L’Osservatore Romano, ad annunciare la significativa revisione di una normativa risalente ormai a più di cinquant’anni fa.

Modifiche dettate dalla necessità di adeguarsi all’attuale “contesto dell’evoluzione tecnologica”, per meglio tutelare l’autenticità del Magistero. Il Vaticano ha dunque intenzione di difendere “non solo i diritti di diffusione e riproduzione, ma soprattutto l’originalità e l’integrità dei testi del Magistero che, pertanto, è giuridicamente illecito (oltre che eticamente riprovevole) modificare”.

“Nel contesto dell’evoluzione tecnologica in atto – si può leggere tra le righe dell’articolo del quotidiano vaticano – la tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi (di esecuzione, di riproduzione e via dicendo) è stata messa significativamente alla prova”.Bisognerebbe fare dunque maggiore attenzione all’integrità dei contenuti, “soprattutto quando questi facciano riferimento all’insegnamento evangelico o al Magistero ecclesiastico”. Accortezze dettate da una “maggiore facilità di diffusione dei dati” garantita attualmente dalle tecnologie legate ad Internet.

La Santa Sede ha dunque deciso di aggiornare la legge promulgata da Papa Giovanni XXIII nel 1960, integrando automaticamente la normativa italiana anche in seguito a possibili modifiche nel futuro. La Commissione Pontificia potrà però intervenire per disapplicare norme non utili o per introdurne di nuove più specifiche, ovvero adattate alle specifiche esigenze della realtà vaticana.

“Scopo della legge – si legge ancora sul quotidiano pontificio – non è sottrarre alla libera fruibilità personale i testi del Magistero, che continueranno a essere disponibili per attività non lucrative, ma di proteggerne l’integrità e in definitiva l’autenticità dei contenuti”.

Il Vaticano avrebbe dunque una “viva esigenza” di proteggere le immagini e la voce del Papa da “abusi ed utilizzi non appropriati”. La nuova legge provvederà poi all’istituzione di una specifica commissione vaticana per la proprietà intellettuale, che discuta delle questioni più importanti e promuova nuove regolamentazioni.

“I punti essenziali sono progressisti perché non si riscontrano nelle altre normative nazionali – ha spiegato l’ex-presidente di SIAE Giorgio Assumma – Non è in discussione la libera diffusione delle parole del Papa, ovvio”. Assumma ha partecipato alla stesura della nuova legge, sottolineando quelle che potrebbero essere le future richieste del Vaticano.

“Ad esempio – ha continuato l’ex-presidente di SIAE – la Santa Sede avrebbe il diritto di chiedere a un editore (anche su Internet) la correzione o la rimozione di un documento del Magistero che sia stato pubblicato a scopo commerciale, senza autorizzazione, oppure con errori o modifiche del testo”.

Mauro Vecchio

Fonte: puntoinformatico.it

Mar 30, 2011 - Ecologia    No Comments

Problemi di inquinamento? Impatto Ambiaentale? COSA SONO??

OIL SarasOIL: la forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo.

Per quanti interessati, il film è acquistabile presso il SITO UFFICIALE per soli 16,00 euro.
Contribuirete alle spese sostenute per la produzione della SECONDA PARTE DEL FILM!!

la Nuova Sardegna — 17 maggio 2009 pagina 07 sezione: SARDEGNA
CAGLIARI. Si intitola ‘Oil, la forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo’. È un film-documento di 70 minuti sulla grande raffineria di Sarroch, sul colossale indotto economico che rappresenta e sui timori che la circondano da sempre. Firmato e prodotto a proprie spese dal regista leccese-milanese Massimiliano Mazzotta, doveva essere proiettato venerdì scorso alla sala Nanni Loy dell’Ersu. Ma la notizia di un ricorso per sequestro giudiziario presentato in via d’urgenza dagli avvocati Angelo Luminoso e Guido Chessa Miglior per conto della Saras ha fatto saltare la data allestita dall’associazione studentesca Pesa. L’istanza cautelare è stata respinta dal giudice civile, che per ora non ha ravvisato motivi per bloccare la diffusione del documentario e ha convocato le parti per il 20 maggio. Nel frattempo Oil è stato proposto ieri a San Sperate al circolo Gramsci e verrà rilanciato a Cagliari stasera, alle 20.30 al teatro civico all’aperto di Castello. Un appuntamento che a questo punto assume significati particolari. «Siamo rimasti stupiti di quest’iniziativa – avverte Antonio Caronia, docente di comunicazione multimediale all’Accademia delle Belle Arti di Brera, che collabora col regista – perchè il documentario è equilibrato, per quasi un quarto del tempo registra la posizione di quattro dirigenti Saras». Parla però anche dei rischi per la salute degli abitanti di Sarroch, che una ricerca epidemiologica condotta da Annibale Biggeri dell’Università di Firenze sembra confermare: alterazioni del dna, quelle che Saras ha sempre negato ribattendo nel corso degli anni con ricerche di pari autorevolezza. Ma ad infastidire i vertici della raffineria sarebbero altri passaggi, di cui i legali della Saras chiedono «l’eliminazione dal contesto del film», come quello in cui scorrono le immagini del funerale di un giovane operaio che lavorava in un’azienda esterna, morto di cancro a 31 anni, alternate ai fotogrammi di un Massimo Moratti sorridente. Mancherebbero poi le liberatorie dei quattro dirigenti che hanno accettato di parlare dell’impianto di Sarroch davanti alla telecamera. Mentre ad accrescere il taglio critico del lavoro sono le testimonianze di operai e abitanti di Sarroch, preoccupati per i rischi – finora mai dimostrati inoppugnabilmente – che la presenza della raffineria provocherebbe per la loro salute. Niente che abbia fatto sobbalzare sulla sedia gli spettatori, almeno finora. Ma quanto basta a mettere in moto i legali dei fratelli Moratti, che chiedono la condanna di Mazzotta, il risarcimento dei danni e la restituzione di materiale utilizzato per la produzione. Ma perchè questo tentativo di fermare la proiezione di un film ormai già diffuso? L’ufficio comunicazione della Saras: «All’Ersu così come a tutti gli altri organizzatori che ci hanno invitato alla proiezione del documentario abbiamo risposto allo stesso modo, declinando l’invito. Per una ragione semplice, c’è un ricorso all’esame del giudice civile e mercoledì prossimo ci sarà l’udienza». Quindi nessun tentativo di censura ma una contromossa legale per limitare i danni d’immagine che il documentario – a giudizio degli avvocati della Saras – potrebbe provocare. Dall’altra parte, nell’entourage del regista, ogni commento viaggia sui binari della pacatezza: «Per ora il giudice non ha bloccato il film e credo che nessuno possa rilevare contenuti diffamatori nel lavoro di Mazzotta – spiega Caronia – poi naturalmente aspettiamo una pronuncia definitiva. Intanto andiamo avanti». –


LA NUOVA SARDEGNA http://ric​erca.quoti​dianiespre​sso.it/lan​uovasardeg​na/archivi​ o/lanuovas​ardegna/20​09/05/17/S​L4PO_SL402​.html

Fonte: Current.com

 

Mar 28, 2011 - Internet    No Comments

Firefox 4, schede e Xmarks

Firefox 4

Chiarimenti per chi è passato a Firefox 4

chi ha felicemente utilizzato Firefox, ha trovato nella precedente versione 3 la comoda funzione di salvataggio delle schede aperte alla sua chiusura.
Ebbene, questa nuova versione pare non averla, ma NON E’ COSI’.
Infatti gli sviluppatori hanno ritenuto preferibile un metodo detto “Restore on demand” anzichè “Save on demand”.

Ovvero: la sessione viene SEMPRE salvata, ma il ripristino avviene dietro richiesta alla riapertura:

Firefox > Cronologia > Ripristina la sessione precedente

Sono personalmente daccordo con la scelta, ma per chi desiderasse il vecchio metodo, da about:config potrà ottenerlo modificando le voci sottoindicate:
Ora ci sono due possibili finestre di uscita.
Una con due opzioni: annulla ed esci.
browser.warnOnQuit = true
L’altra con tre opzioni: annulla, esci, salva e esci.
browser.warnOnQuit = true
browser.showQuitWarning = true

(per avere effetto browser.showQuitWarning = true deve essere anche browser.warnOnQuit = true)


Nuova schedaAltro problema riscontrato, l’assenza della crocetta a destra delle etichette delle schede per l’apertura di una nuova scheda.

Click sulla barra in alto, scegliete “Personalizza” evidenziate l’icona “Nuova scheda” e trascinatela a destra dell’ultima scheda aperta.
Al momento vi apparirà molto sulla destra della barra delle schede e non accanto all’ultima scheda, ma poi facendo clic su fatto va al posto giusto.

Inerente alle nuove schede, in tanti hanno trovato spiacevole che quando si apra una nuova scheda (che normalmente servirà per avviare una ricerca) questa appaia bianca richiedendo un click addizionale sulla casetta, nel caso desideriamo che ci mostri la nostra homepage (generalmente impostata su un motore di ricerca o il portale preferito).

Ebbene, esiste un add-on che si chiama new-tab-homepage che fà proprio questo.


xmarksDesidero anche segnalarvi un add-on utile a quanti utilizzano più PC (un desktop ed un notebook come faccio io): Xmarks
Dopo una breve sottoscrizione, consentirà di sincronizzare:
– segnalibri;
– password;
– cronologia e schede aperte!
Salverà i dati in maniera completamente criptata (invisibile anche agli sviluppatori) nel loro server in rete.
A prescindere dal fatto che SUGGERISCO SEMPRE DI NON SALVARE ALCUNA PASSWORD SOPRATUTTO SU PC WINDOWS, in questo modo avrete tutto sincronizzato e non dovrete più ammattire a copiarvi i segnalibri con le pennette USB.

Tratto e rieditato da forum.mozillaitalia.org
Mar 23, 2011 - Internet    No Comments

Dopo tante attese…

Firefox 4

E’ Uscito Firefox 4!

che promette una velocità fino a SEI VOLTE MAGGIORE rispetto alla sua precedente versione.

Abbiamo notato che con Ubuntu, l’aggiornamento non avviene in maniera automatica, e che scaricandolo dal download sul sito ufficiale, non si ottengono i pacchetti da installare col gestore.

Con pochi comandi però è possibile risolvere il problema; unico neo è che vi installerà Firefox 4.0 in Inglese… ma ciò non costituisce assolutamente un problema in quanto, sarà sufficiente applicare poi il componente aggiuntivo linkato in basso.

Iniziamo con l’installare il browser (e il relativo pacchetto ubufox, che fornisce i classici plugin – e qualche tweak – proprio per Ubuntu) su Ubuntu 10.04 Lucid e 10.10 Maverick tramite il repository Firefox Stable, con i comandi

sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/firefox-stable
sudo apt-get update
sudo apt-get install firefox ubufox

E avremo bello e installato un bel Firefox completamente in inglese. Per localizzare il nostro Firefox e renderlo italiano non dovremo far altro che installare una tra le due estensioni (a seconda della vostra architettura, 32 o 64 bit) linkate a fondo articolo.

 

Tratto e rieditato da chimerarevo.com
Mar 16, 2011 - Ecologia    No Comments

Sul Nucleare, lasciamo parlare a chi…

Carlo RubbiaIn questi giorni, dopo le raccapriccianti vicissitudini accadute ai fratelli Giapponesi, volano stracci tra esperti e pseudo esperti di destra e sinistra… … ma Carlo Rubbia, nei confronti del quale ogni commento è riduttivo, ha affermato: L’errore nucleare Il futuro è nel sole

Vi riporto una intervista pubblicata da Repubblica.it

ROMA – Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell’energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. “In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall’altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell’Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti”.

La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell’Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un’affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra “Astri e Particelle”, allestita al Palazzo delle Esposizioni da Infn, Inaf e Asi.

Un’esibizione scientifica che in un mese ha già raccolto 34mila visitatori. Accanto all’energia oscura che domina nell’universo, c’è l’energia che è sempre più carente sul nostro pianeta. Il governo italiano ha deciso di imboccare di nuovo la strada del nucleare. 

Cosa ne pensa?
“Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano”.

Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c’è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?
“Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l’amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L’unico dubbio ormai non è se l’energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi”.

Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola…
“Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici – a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici – sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo”.

La costruzione di grandi centrali solari nel deserto ha un futuro?
“Certo, i tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel progetto Desertec. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l’estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo”.

Fonte: repubblica.it
Mar 9, 2011 - Economia, Politica, Truffe    1 Comment

Equitalia = ABUSO DI POTERE 2

equitalia

Nuovo stop alla notifica eseguita direttamente

 

La notifica della cartella eseguita direttamente da Equitalia, senza l’intermediazione di un ufficiale della riscossione, è inesistente. La Ctp di Lecce, con la sentenza n. 533/05/10, torna a mettere in gioco la questione dopo che la Cassazione sembrava aver scritto la parola fine alla querelle. La pronuncia n. 15948/2010 della Suprema corte aveva precisato la ritualità della notifica diretta da parte dell’agente della riscossione. In breve, la decisione dei giudici salentini ribadisce l’assunto che la notifica dei ruoli effettuata direttamente da Equitalia sia eseguita in violazione delle indicazioni fornite dall’articolo 26 del Dpr n. 602/73 e dall’articolo 60 del Dpr n. 600/73 e, perciò, inesistente. L’articolo 26, comma 1, in particolare, stabilisce che la notifica della cartella di pagamento deve essere tassativamente effettuata soltanto dai seguenti soggetti: ufficiali della riscossione; soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, in base a un documento ufficiale, precedente alle notifiche con data certa; messi comunali – previa convenzione tra comune e concessionario – anche in questo caso in base a un documento ufficiale precedente alle notifiche con data certa; agenti di polizia municipale.

Lo stesso articolo 26 autorizzerebbe anche il ricorso al servizio postale. La questione controversa è se tale ausilio possa essere utilizzato direttamente dal concessionario o se debba necessariamente servirsi del l’intermediazione di un ufficiale della riscossione. A maggio scorso, la problematica, infatti, era stata affrontata dalla Suprema corte con una pronuncia, che aveva espressamente escluso, nel caso di specie, l’ipotesi dell’inesistenza della notifica, fattispecie che si realizzerebbe solo quando questa mancherebbe del tutto o, in alternativa, se la stessa fosse eseguita esulando completamente dallo schema legale del procedimento notificatorio. Ma, secondo la Ctp Lecce, è stato di fatto ignorato l’evoluzione legislativa subita dall’articolo 26 del Dpr n. 602/73. Il testo della norma legittimava il concessionario a ricorre alla notifica diretta, almeno fino a quando la sua stesura non è stata radicalmente modificata dall’articolo 12 del Dlgs n. 46/99. Per effetto di tale ultima modifica, il testo della norma è stato emendato proprio della locuzione che autorizzava espressamente il concessionario a notificare i ruoli mediante il servizio postale, senza l’intermediazione di un ufficiale.

Che la volontà del legislatore fosse di sottrarre questa prerogativa al concessionario, è evidenziato dal fatto che l’articolo 26, nella vigente disposizione, esordisce attribuendo a soggetti specifici la notifica della cartella, primi fra tutti gli ufficiali della riscossione. Per tali motivi, conclude la Ctp, non si può condividere quanto assunto dalla Cassazione, ancor di più se si tiene conto dell’espresso rinvio, operato da questa, all’articolo 137 del Codice di procedura civile, che disciplina la notifica come atto proprio dell’ufficiale giudiziario, anche quando questo ricorra al servizio postale.

Fonti: Forodinapoli.it noiconsumatori.org
Mar 9, 2011 - Economia, Politica, Truffe    2 Comments

Equitalia = ABUSO DI POTERE

equitaliaE’ bene che ne siate a conoscenza,
ed in ogni caso, anche quando l’Ipoteca sulla casa viene posta a termini di legge, esistono consulenti che sono in grado di darvi una via d’uscita:
Agenzia Debiti;
Rcquadro

Gerit Equitalia spa, Clamorosa sentenza di condanna


REPUBBLICA ITALIANA

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace Roma, Avv. Massimo Catarinella,ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n. … R.G. contenzioso dell’anno 2007

TRA

Tizio, rappresentato e difeso dall’Avv. …, presso il cui studio elettivamente domicilia in Roma ….. -attore-

CONTRO

Gerit Equitalia Spa, rappresentata e difesa dall’Avv …., elettivamente domiciliata in Roma -convenuta-

E CONTRO

Comune di XXXX, con l’Avv. …, elettivamente domiciliato … Roma –convenuto-

OGGETTO: Opposizione all’esecuzione in materia di ipoteca esattoriale.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Sig. Tizio con atto di citazione in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., citava in giudizio la Gerit Equitalia Spa e il Comune di XXXX per sentir dichiarare l’inefficacia di una cartella esattoriale (n.- ……) che il ricorrente asserisce non essergli mai stata notificata, così come ritiene estinta per prescrizione per mancata notifica dei verbali prodromici la sanzione irrogatagli per violazioni al CdS, sanzione per la quale la Concessionaria aveva provveduto a iscrivere presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma ipoteca, ai sensi dell’art. 77 DPR 602/1973. L’opponente sostiene che l’iscrizione dell’ipoteca relativamente alla sanzione amministrativa, è illegittima e che comunque l’importo del credito complessivo (l’iscrizione ipotecaria comprendeva anche tributi iscritti al ruolo con altre cartelle), è al di sotto del minimo di legge (€ 8.000,00), quale limite per la Concessionaria della Riscossione ai fini dell’iscrizione del vincolo ipotecario su beni immobili di proprietà del presunto debitore. L’opponente sarebbe venuto a conoscenza della suddetta ipoteca sui beni di sua proprietà in occasione di un’operazione di mutuo intrattenuta presso il proprio Istituto di Credito. L’opponente chiede, previa sospensiva, nel merito dichiararsi la nullità o l’inefficacia della cartella stessa e la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria. Si sono costituiti sia il Comune di XXXX che la Gerit Equitalia Spa. Il Comune di XXXX eccepisce l’incompetenza del GdP essendo la materia dell’esecuzione forzata immobiliare di competenza del Tribunale. In via subordinata, il Comune di XXXX eccepisce la ritualità della notifica della cartella e dei verbali iscritti al ruolo. La Gerit Equitalia Spa, in via pregiudiziale, eccepisce anche essa l’incompetenza per materia del Giudice adito, trattandosi di esecuzione immobiliare, la cui competenza è riservata al Tribunale e non al Giudice di Pace. Per quanto riguarda la notificazione della cartella impugnata, la Gerit fornisce la prova della sua rituale notificazione. Infine la Gerit eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva circa l’eccezione di prescrizione sollevata dal Tizio in quanto la titolarità del rapporto sostanziale di credito farebbe sempre capo all’Ente che ha disposto l’iscrizione al ruolo, con la conseguenza che la legittimazione passiva nelle controversie che abbiano ad oggetto l’accertamento negativo dell’esistenza e validità della pretesa creditoria apparterebbe esclusivamente all’Ente impositore. In sede di prima udienza le parti precisavano le proprie conclusioni e all’udienza di rinvio del 25/10/2007, depositate le note conclusive finali autorizzate dal Giudice, il fascicolo, su concorde richiesta delle parti, veniva trattenuto per la decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Come statuito dalla recente sentenza della Cassazione n.2214 del 01/02/2007, in tema di sanzioni amministrative, non è autonomamente impugnabile con l’opposizione ad ordinanza ingiunzione il provvedimento con il quale l’amministrazione finanziaria iscriva ipoteca su un immobile di proprietà dell’ingiunto, “a meno che il ricorrente, formalmente impugnando l’avviso di iscrizione ipotecaria, intenda in realtà recuperare l’esercizio del mezzo di tutela offerto dall’art. 23 della legge n. 689 del 1981, vanificato dalla omissione delle notifiche del verbale di accertamento della ordinanza ingiunzione , ove emessa, della cartella esattoriale. e dell’avviso di mora”. Nel caso di specie, il Sig. Tizio ha impugnato sia la c. e. che l’iscrizione ipotecaria conseguente, effettuata dalla Gerit quale Concessionaria della Riscossione, sui beni immobili del (presunto) debitore. Ora, poiché la questione dibattuta è appunto la tutela offerta dall’art. 23 della legge 689/81, non vi è dubbio che in sede di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. la competenza a giudicare sia quella appunto prevista per le opposizioni alle sanzioni amministrative, per le quali la cognizione della causa è riservata funzionalmente in via esclusiva al GdP e non al Tribunale, in astratto competente per le esecuzioni immobiliari. Questo Giudice osserva ulteriormente che, dalle considerazioni che precedono, discende un corollario di carattere assolutamente assorbente anche sulla questione se in via generale il Concessionario abbia o meno il potere di iscrivere fermi ed ipoteche per sanzioni relative a violazioni amministrative in generale. Il fermo e l’ipoteca hanno la loro normativa genetica nel D.P.R. 602/1973 (esattamente art. 77 per l’ipoteca e art. 86 per il fermo amministrativo nel testo novellato dall’art. 16 del DLGS 26/02/1996 n. 46 e 26/02/2001 n. 46). Dunque, fermo ed ipoteca sono previsti come mezzi speciali di esecuzione forzata ad iniziativa dell’ Esattore (o Agente della Riscossione o Concessionario che dir si voglia) solo ed esclusivamente per l’imposte sui redditi e per gli altri tributi, tasse od imposte, dovuti allo Stato o agli altri Enti Pubblici. Nessuna norma è reperibile nel nostro ordinamento che autorizzi il Concessionario a disporre il fermo amministrativo degli autoveicoli, e l’ipoteca sugli immobili, di proprietà del debitore, per le sanzioni amministrative. Non certamente l’art. 27 della l. 689/81, secondo cui “l’autorità che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione, procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette…”. Questo, non tanto a seguito delle varie e profonde riforme che hanno interessato tutto il sistema tributario vigente all’epoca dell’emanazione della legge 689/81, per cui questa norma oggi non è più applicabile nella sua formulazione letterale, quanto perché secondo questo Giudice l’ articolo n. 27 della Legge 689/81 indicava solo le “forme” in cui l’Ente Pubblico creditore può procedere alla riscossione delle sanzioni amministrative, ma non anche i “mezzi” specifici di riscossione coattiva cui l’esattore può ricorrere per ottenere l’assolvimento dell’obbligazione sanzionatoria vera e propria, per infrazioni comportanti sanzioni amministrative consistenti nel pagamento di una somma di danaro a carico del contravventore o dell’obbligato in solido. Concludendo, il campo di applicazione di questi speciali provvedimenti è dunque strettamente limitato ai carichi tributari, nulla del genere essendo previsto per le sanzioni amministrative vere e proprie, in particolare per quelle relative alle violazioni del Codice della Strada. Ne deriva che l’assenza di una norma rende illegittimo di per sé il provvedimento di iscrizione ipotecaria per le sanzioni amministrative. Circa l’eccezione di difetto di legittimazione passiva della Gerit Equitalia, và osservato che, pur essendo risultata la cartella esattoriale ritualmente notificata al contribuente secondo le prove portate in atti dalla stessa Gerit Equitalia, tuttavia manca la prova della rituale notificazione dei verbali prodromici. Il Sig. Tizio aveva infatti eccepito anche la mancata notificazione dei verbali di accertamento, e quindi la prescrizione delle singole sanzioni iscritte al ruolo. Ora, il Comune di XXXX non ha fornito la prova documentale del contrario, assolutamente essenziale, in assenza della quale si deve ritenere che o detti verbali siano addirittura inesistenti oppure che non siano stati affatto notificati. Ne consegue ulteriormente la nullità della cartelle impugnata, per la quale, pur essendo stata dimostrata la sua notificazione, manca tuttavia la prova dell’avvenuta, tempestiva, quindi rituale, notificazione dei verbali prodromici di riferimento.

Per completezza di motivazione, il Giudicante osserva che nella fattispecie manca la prova della notificazione dell’avviso di iscrizione ipotecaria, formalità essenziale per procedere alla successiva formalità, onde un ulteriore motivo di nullità dell’iscrizione pregiudizievole, e comunque che l’importo in esazione, compresi i tributi di cui alle altre cartelle non impugnate, è certamente inferiore al minimo di legge (€ 8000,00) per procedere all’iscrizione di ipoteca su i beni immobili del presunto debitore. Concludendo, l’iscrizione ipotecaria effettuata dalla Gerit Equitalia Spa a carico del Sig. Tizio va annullata e la convenuta Gerit Italia Spa deve provvedere alla cancellazione del vincolo pregiudizievole dai Registri Immobiliari, la presente sentenza costituendo anche l’ ordine al Conservatore dei suddetti Registri Immobiliari di provvedere alla richiesta formalità. Per quanto concerne poi la c.e. impugnata (n. ….), anche questa và annullata posto che il Comune di XXXX, cui indubbiamente incombeva l’onere della prova sul punto, ha omesso di produrre i verbali prodromici iscritti a ruolo e la certificazione della loro tempestiva e rituale notificazione all’opponente. Nulla si deve decidere in relazione alle cartelle non impugnate, portanti apparentemente iscrizione a ruolo di tributi asseritamente non versati all’Erario.

Le spese legali seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo.

PQM

Il GdP ritenuta la propria competenza a giudicare sulla proposta opposizione, definitivamente pronunciando, così provvede: a) annulla l’impugnata c.e. n. …..; b) annulla l’iscrizione ipotecaria impugnata dall’opponente Sig. Tizio, con ordine al Competente Conservatore dei Registri Immobiliari di provvedere alla cancellazione della formalità pregiudizievole a cura e spese di Gerit Equitalia Spa; c) condanna il Comune di XXXX e Gerit Equitalia, in solido fra loro, alla rifusione delle spese di lite a favore del Sig. Tizio, spese che vengono liquidate in complessivi € 750,00, di cui € 50,00 per spese, 300,00 per diritti procuratori, € 400,00 per onorari di avvocato, più iva e cap e addizionale al 12,5% a norma di legge .

Così deciso in Roma il 08.11.2007

Il GdP

Avv. Massimo Catarinella

Fonte: noiconsumatori.org
Mar 3, 2011 - Internet    No Comments

Alla faccia della Privacy!!

FacebookFacebook: condivideremo numeri e indirizzi

I vertici del sito in blu hanno risposto a due congressman statunitensi. Le applicazioni chiederanno il permesso agli utenti per lo sfruttamento di dati relativi ad indirizzi fisici e numeri di telefono. Le preoccupazioni continuano

Roma – A scriverla è stata Marne Levine, vicepresidente della divisione global public policy di Facebook. Una missiva di sette pagine, indirizzata all’attenzione dei due congressman statunitensi Edward J. Markey e Joe Barton. Una lettera certo delicata, in cui il colosso social è tornato a spiegarsi su alcune delle problematiche relative alla privacy dei suoi utenti.

I due membri del Congresso – attualmente co-presidenti del House of Representatives’ Privacy Caucus – non avevano affatto usato mezze misure con gli alti rappresentanti del sito in blu. Facebook avrebbe dovuto rispondere entro la fine del mese scorso ad alcuni spinosi interrogativi, principalmente legati alla possibile condivisione di indirizzi fisici e numeri di telefono di milioni di utenti.

A preoccupare Markey e Barton erano stati alcuni cambiamenti annunciati da Facebook alla metà dello scorso gennaio. Dati personali come quelli relativi agli indirizzi fisici e numeri di telefono sarebbero stati messi a disposizione delle più svariate applicazioni terze presenti sul social network. Informazioni dunque rese accessibili con le API dello User Graph Project del sito in blu.

L’annuncio aveva subito destato non poche polemiche, in primis da parte di alcuni esperti in sicurezza informatica. I dati degli utenti sarebbero potuti finire più facilmente tra le grinfie di app malintenzionate, soprattutto quelle gestite da truffatori e affini. I due congressman statunitensi avevano poi sottolineato come a rischio fossero in particolare i minori, dato il livello di condivisione troppo pericoloso.

Gli stessi vertici di Facebook avevano in seguito annunciato il congelamento delle nuove policy, apparentemente convinti da “utili feedback” inviati dall’esterno. Sul developer blog del sito in blu era stata dunque fatta chiarezza: le modifiche sarebbero state implementate solo a partire da un’effettiva consapevolezza da parte degli utenti. Un assunto più che ribadito nella missiva scritta da Marne Levine.

Pare infatti che Facebook sia ancora intenzionato ad implementare le modifiche annunciate, prevedendo un’apposita schermata che chieda agli utenti un esplicito permesso per la condivisione delle informazioni. Un principio molto semplice, almeno secondo la visione del social network: si potrà accettare lo sfruttamento da parte di terzi di indirizzi e numeri di telefono oppure no.

Un ragionamento troppo semplicistico, almeno secondo il parere dei due congressman. Facebook dovrebbe fare decisamente di più per evitare che il libro dei volti diventi un elenco del telefono a disposizione di terzi. La stessa Levine ha sottolineato come nessun minore di 13 anni possa attualmente iscriversi al sito. E un quattordicenne rimane anagraficamente un minore.

Mentre Facebook annuncia ulteriori tutele per i propri utenti, c’è chi suggerisce di proteggersi per conto proprio. Il consiglio più diffuso resta quello già espresso dagli esperti in sicurezza informatica: procedere con la rimozione di informazioni come quelle relative agli indirizzi e ai numeri di telefono.

Fonte: Mauro Vecchio, puntoinformatico.it