Archive from ottobre, 2010
Ott 29, 2010 - Curiosando in Rete    No Comments

A cosa servono i Marines?

Beh, il video è curioso e simpatico,

ma se credete che con questi signori si vincano le guerre….

… Avrete già chiaro che Le Guerre in atto siano solo FARSE da Circo al solo scopo di sfilare ENORMI INVESTIMENTI in armamenti da “Utilizzare” in quei territori.
Altro che crisi!!
Le armi sono IL TRAINO DELLE ECONOMIE GLOBALI!!


Fonte: YouTube
Ott 26, 2010 - Internet    No Comments

Brunetta Fannullone

Brunetta fannulloneIl Ministro Renato Brunetta ha dichiarato qualche giorno fa che “È inutile pensare agli 800 milioni che mancano per la banda larga in Italia quando il suo livello attuale di utilizzo è inferiore al 50%”. Dimenticando i tanti proclami al riguardo della imminente disponibilità di quegli stessi denari, puntualmente smentiti dai fatti, Brunetta, in uno schema logico al quale la classe politica di questo paese ci ha da tempo abituati, ha scelto di parcheggiare il tema in discussione dentro le tranquille paludi del peggiore benaltrismo. Così quando si parla di banda larga non si discute più, come sarebbe necessario, dell’immobilità di un governo sordo ad ogni sviluppo tecnologico, ma ci si rivolge invece alla pochezza dei cittadini che non apprezzerebbero abbastanza la tecnologia.
Si trattasse solo del rimbrotto del padre premuroso che osserva il figlio preferire il pallone agli scacchi, saremmo ancora dentro una dinamica accettabile. Purtroppo la frase del Ministro è semplicemente una frase interlocutoria, una scusa dialettica organizzata alla bell’e meglio, visto che gli 800 milioni di cui si parla, nel frattempo scomparsi come neve al sole, sarebbero serviti a portare la banda larga in quelle aree del paese che ancora non sono coperte dal servizio e non a supportare con soldi a fondo perduto l’allergia degli italiani alla tecnologia. Quello del Ministro è insomma un processo alle intenzioni di cittadini che da anni attendono una collegamento stabile e veloce alla rete all’interno delle loro case.
Focalizzare l’attenzione sulle modalità di impegno delle apparecchiature tecnologiche è poi un tema sostanzialmente industriale. È in fondo quello che fa Telecom Italia quando decide quali e quante aree del paese valga la pena coprire con i propri servizi di Internet veloce. È, per esempio, la scommessa di Vodafone che, sulla copertura delle aree svantaggiate, ha recentemente impostato un importante progetto. Si tratta di valutazioni economiche sulla opportunità di investire denaro in questa o quella località che sono ovvie per una telco ma che suonano stridenti nella bocca di un Ministro della Repubblica, il cui datore di lavoro, in estrema sintesi, è il cittadino del comune di montagna senza ADSL. A questo cittadino il Ministro risponde raccontandogli di come le analisi di utilizzo della rete nelle grandi città sconsiglino di portare il servizio fino a casa sua. L’esatto opposto del suo compito istituzionale.
Esiste poi una terza ragione per cui le parole del Ministro dell’Innovazione sono fuori luogo.
Gli utilizzi e la comprensione della rete non si misurano con la bilancia. Per la semplice ragione che non è proprio possibile farlo, non esiste un piatto abbastanza grande sul quale appoggiarli. E sono oltretutto anche difficilissimi da immaginare. In questo la miopia di Brunetta ha qualche parentela con le frequenti esitazioni degli operatori delle telecomunicazioni: uno degli scopi principali dell’innovazione non è quello di soddisfare esigenze note della propria clientela ma piuttosto quello di costruire l’ambiente perchè i cittadini e le aziende ne possano autonomamente immaginare di nuove. Molti autorevoli tecnologi italiani di cui non farò il nome, continuano ancora oggi a sostenere, supportando lo stesso armamentario logico da cui esce la frase di Renato Brunetta, che la rete ad alta velocità non servirebbe poi tanto al Paese visto che la gran parte delle attività che noi assegniamo al trasporto di bit su Internet oggi sono già egregiamente supportate dalla rete esistente.

Chiunque di voi abbia sperimentato anni fa il passaggio dai collegamenti Internet dial-up a quelli a larga banda sa perfettamente che una simile speculazione tecnologica è probabilmente sbagliata. Molti degli utilizzi di rete che oggi ci sembrano normali, nell’epoca delle reti a banda larga, non erano per nulla immaginabili dieci anni fa quando iniziammo a utilizzare collegamenti che non dipendevano, per esempio, dal tempo di connessione. Lo stesso accadrà verosimilmente quando e se passeremo a reti ultrabroaband.
Investire sulla rete significa oggi anche investire sulle capacità creative dei suoi milioni di utilizzatori, le cui potenzialità in termini di progetto dell’innovazione sono infinitamente superiore a quelle di qualsiasi esperto. Ed anche di qualsiasi Ministro dell’Innovazione che, per mimetizzare la perdurante allergia del governo allo sviluppo delle reti, sposta il tema dalla banda larga a quello della mente stretta dei suoi utilizzatori.

Fonte: mantellini.it
Ott 17, 2010 - 11 Settembre 2001    No Comments

I testimoni dell’11 Settembre

Torri di Luce

Sapevate dell’ECATOMBE dei Testimoni dell’11 settembre?

fatti fuori uno alla volta, ma qualcuno parla ancora…

Molti testimoni dei fatti accaduti l’11 Settembre 2001 sono rimasti vittime di morti misteriose. L’elemento che li accomunava, è il fatto che le loro affermazioni sostenessero il Movimento per la Verità sull’11 Settembre (911truth.org) e smentivano la versione ufficiale dei fatti.

Barry Jennings
BARRY JENNINGS
Era il coordinatore per le emergenze della New York Housing Authority (con sede presso il WTC). L’11 Settembre dichiarò di essere stato sbalzato all’indietro (insieme al collega Michael Hess) da una potente esplosione nell’edificio 7.
In seguito dichiarò di avere udito altre esplosioni nello stesso edificio, molto prima che la torre collassasse, e che durante la fuga avrebbe scavalcato diversi corpi senza vita, contraddicendo la versione “ufficiale” secondo cui nessuno sarebbe deceduto nello edificio 7.
Barry è morto misteriosamente il 19 Agosto 2008, due giorni prima che venisse presentata la prima bozza del rapporto NIFT sugli eventi dell’11 Settembre.
Beverly Eckert


BEVERLY ECKERT

Beverly perse il marito negli attentati dell’11 Settembre. Dichiarava di non credere alla versione “ufficiale” dei fatti.
Apparteneva alla organizzazione attivista dei famigliari delle vittime degli attentati, inclusa una azione civile contro i sauditi e il governo degli Stati Uniti.
Sembra che le sia stato offerto del denaro per desistere e mantenere il silenzio, proposta che rifiutò.
Beverly è morta alla età di 57 anni in uno strano incidente aereo, in data 12 Febbraio 2009. Una settimana prima di morire, aveva incontrato il Presidente Obama in qualità di avvocato delle vittime dell’attentato al WTC.

Kenneth Johannemann

KENNETH JOHANNEMANN
Kenneth lavorava come portiere al WTC. Testimoniò di avere assistito ad esplosioni sia alla base che ai piani superiori della torre. In particolare, parlò di una forte esplosione avvenuta alla base di una delle Torri Gemelle, e raccontò di avere soccorso persone con ustioni su tutto il corpo, vittime della esplosione verificatasi alla base – e non in cima – della torre.
Nel Settembre 2008 Kenneth fu trovato morto, ucciso da un colpo di arma da fuoco alla testa, ed il suo caso fu classificato come “suicidio”.
Il rapporto sul suicidio indica come movente il recente licenziamento di Johannemann.
Tuttavia egli aveva una grande e amorevole famiglia, e sembra che il cugino gli avesse da poco offerto un posto di lavoro.

Michael Doran

MICHAEL H. DORAN
Doran prestava assistenza legale ai famigliari delle vittime dell’attentato, nelle cause di richiesta di risarcimento danni.
E’ morto il 28 Aprile 2009, quando il suo aeroplano monoposto si è schiantato in Ohio.

CHRISTOPHER LANDIS
(Nessuna foto disponibile)
Era il responsabile alla sicurezza per il Dipartimento dei Trasporti della Virginia. Concesse agli autori del documentario “The Pentacon” diverse foto, ed una intervista durante la quale rispose alle domande molto nervosamente.
Il giorno degli attentati potè godere di una visuale libera del punto di impatto dello attentato al Pentagono. Scattò molte foto le quali sembra rivelassero una realtà diversa da quella presentata dalle fonti “ufficiali.”
Circa una settimana dopo che gli autori del film registrarono la testimonianza di Landis, quest’ultimo fu ritrovato morto per un apparente suicidio.

Incidente Christopher Landis

Nessuna ulteriore informazione è trapelata sulla sua morte.

Bertha Champagne

BERTHA CHAMPAGNE
L’11 Settembre 2001 Bertha prestò servizio come baby sitter presso la famiglia di Marvin Bush.
Fino a Giugno 2009 il fratello minore di George W. Bush fu alla direzione della Securacom Stratesec, una compagnia kuwaitiana – saudita, la stessa che sovrintendeva alla sicurezza elettronica del WTC e dell’aereoporto internazionale di Dulles, da cui partì il volo 77.
Il 10 Ottobre 2003 la sessantaduenne Bertha Champagne fu trovata morta allo interno della sua autovettura in una strada nei pressi della residenza dei Bush.

Paul Smith

PAUL SMITH
Pilota dell’elicottero che filmò le immagini dello schianto del secondo aeroplano.
Il 7 Ottobre 2007 mentre smontava da un taxi, Smith fu investito ed ucciso da una misteriosa automobile nera, mai identificata.
L’11 Settembre il cameraman John Del Giorno era l’operatore a bordo dell’elicottero di Smith, ma dal giorno degli attentati ha sempre categoricamente rifiutato di rilasciare dichiarazioni sull’accaduto.

Deborah Palfrey

DEBORAH PALFREY

Deborah Palfrey gestiva un giro di prostituzione che annoverava diversi vip del WTC tra i suoi frequentatori.

Nei giorni successivi gli attentati, la Palfrey dichiarò – anche nella trasmissione di Alex Jones – di essere in possesso di informazioni potenzialmente di grande interesse per la commissione di indagine sull’11 Settembre.

Il 15 Aprile 2008 la Palfrey fu trovata morta nella propria abitazione, plausibilmente suicida.


David Wherley

DAVID WHERLEY
Il maggiore Wherley coordinava le operazioni di volo degli aerei militari nei cieli di Washington, l’11 Settembre 2001.
Il 22 Giugno 2009 Wherley restò ucciso in uno strano incidente della metropolitana, il più grave da un trentennio.
Gli investigatori accertarono che il controllo del treno era stato impostato su “automatico”, anziché manuale, come di norma.

Salvatore Princiotta


SALVATORE PRINCIOTTA

Princiotta fu uno dei primi vigili del fuoco ad intervenire sul luogo dell’attentato.
Il 23 Maggio 2007 fu assassinato.
L’uomo sospettato del suo omicidio, Jeffery Lynn Bigham, fu in seguito trovato morto suicida.
Aggiornamento: ringrazio i ricercatori di “Come Don Chisciotte” per questa pagina: http://xoomer.virgilio.it/911_subito/misteriose_morti.html dalla quale traggo il seguito di questo articolo (purtroppo la lista si è allungata)…

David Graham

 

DAVID GRAHAM

David Graham vide 3 dei dichiarati dirottatori a Shreveport con un uomo d’affari pakistano precedentemente il 9/11.
Andò all’FBI con questa informazione e ricevette minacce da agenti federali.
Il 17 settembre del 2006 David Graham è stato trovato avvelenato. La sua morte non è mai stata oggetto di investigazioni approfondite.

John P. O'Neill

JOHN P. O’NEILL

Esperto di antiterrorismo, ex agente dell’FBI.

I dettagli poco chiari intorno al suo decesso sono troppi per riportarli qui e sono spiegati in un’apposita pagina di questo sito.

Prasanna Kalahasthi

PRASANNA KALAHASTHI

Prasanna Kalahasthi, moglie di un presunto passeggero del volo AA-11 (quello che si schiantò sulla Torre Nord) e studentessa di odontoiatria, è stata trovata impiccata circa un mese dopo l’11 settembre, nonostante fosse Hindu (e quindi non potesse commettere suicidio, in quanto visto come peccato pari all’omicidio) e nonostante gli amici affermino che fosse determinata a terminare l’università e a vivere.

Suo marito, Pendyala Vamsikrishna, a causa di varie stranezze (come liste passeggeri in cui compariva e scompariva senza motivo), è considerato uno dei tanti indizi della falsità delle liste dei voli ufficialmente dirottati l’11 settembre 2001.

La vicenda viene esaminata in dettaglio in questa pagina.

Suzanne Jovin
SUZANNE JOVIN
Suzanne Jovin era una studentessa di Yale che fece una tesi su Osama bin Laden ed ebbe come relatore un agente dell’intelligence statunitense (James Van de Velde, che viveva a 3 isolati da lei).
Suzanne è stata assassinata appena 5 ore dopo aver consegnato la sua tesi di laurea (quasi conclusa) a Van de Velde. Il colpevole è tuttora ufficialmente ignoto.
Un testimone riferì di aver visto Van de Velde camminare dietro Suzanne appena 20 minuti prima che venisse assassinata.
La polizia afferma che Suzanne fu probabilmente condotta nel luogo del delitto da qualcuno che conosceva.
Suzanne prima di morire si era lamentata con amici e conoscenti che Van de Velde, più che aiutarla con la tesi, stava cercando di ostacolarla.
Nella tesi che consegnò a Van de Velde il giorno dell’omicidio mancava solamente la conclusione. Una nota a margine scritta a mano diceva: “la conclusione la lascio per ultima”. Tuttora non sappiamo a cosa si riferisse.
Suzanne fu uccisa nel 1998, e viene da molti definita “la prima vittima dell’11 settembre”.
Maggiori dettagli qui.

Perry Kucinich

 

PERRY KUCINICH

Perry Kucinich era il fratello di Larry Kucinich, un membro del Congresso che richiedeva una nuova investigazione sull’11 settembre.
Ufficialmente la causa del decesso è stata una caduta (è stato ritrovato morto nella sua cucina steso sul pavimento a faccia in giù).

Wendy Burlingame


WENDY BURLINGAME

Wendy Burlingame era la figlia di Charles Burlingame, il pilota del volo AA-77 che si sarebbe schiantato al Pentagono.
E’ morta in un incendio nel 2006, nel complesso di appartamenti chiamato Galaxy Towers.
Edward DeFazio, il procuratore della Contea di Hudson, ha affermato che secondo gli esperti il fuoco ha avuto origine “sospetta”.
Inoltre il Galaxy Towers aveva una sicurezza antincendio all’avanguardia e non aveva mai sofferto incendi di alcun tipo prima.
Nessun altro è morto nell’incendio.

Ezra Harel

EZRA HAREL

Ezra Harel era una figura chiave del Mossad (il servizio segreto israeliano che secondo molti ha avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione dell’11 settembre, insieme al governo e al complesso militare-industriale statunitense).
Poco dopo l’11 settembre è stato trovato morto per attacco cardiaco.
Potrebbe non essere stato altro che un attacco cardiaco spontaneo, potrebbe essere stato qualcosa di più… Impossibile saperlo con certezza.

Bruce Irvins

 

BRUCE IVINS

Ivins era sospettato di essere il responsabile delle lettere all’antrace del 2001.
Sembra che la causa della morte sia stata overdose, non si sa se per mano sua o meno.
Nonostante questa incertezza non è stata eseguita nessuna autopsia, perché le autorità l’hanno definita “non necessaria”. Eppure è la prassi, in casi simili.

Eric Wishnie


ERIC WISHNIE

Eric Wishnie era un produttore anziano alla NBC News.
La moglie, Dawn Fratangelo, era una giornalista che si era occupata della cronaca degli attacchi dell’11 settembre.
Wishnie è morto il 31 luglio 2007. Ufficialmente si è trattato di suicidio.

Michael Zebuhr

MICHAEL ZEBUHR

Michael Zebuhr stava preparando un dottorato di biologia alla Clemson University e figurava tra i membri del movimento degli «Scienziati per la verità sull’11 settembre», in cui giocava un ruolo essenziale di coordinatore.
Accompagnato dalla sorella, da un amico e dalla Sig.ra Suzanne Strong, sua madre, stava uscendo da un ristorante a Minneapolis, sabato 25 marzo 2006, quando due individui si sono avvicinati per avere il portafoglio della Sig.ra Strong, che gli è stato consegnato senza resistenza, ha detto la polizia.

Senza ragione apparente, i due aggressori hanno poi ucciso Michael Zebuhr con un colpo alla testa. Zebuhr è morto 24 ore dopo presso il Hennepin County Medical Center a causa delle ferite.

Pubblicato il da in 11 settembre
Fonte: Signoraggio.it
Ott 6, 2010 - Internet    No Comments

Incumbent anche SUI Legislatori

TelecoZZ ItaGLIA

Cosa aspettate a …

MANDARE A FANCULO TELECOM IN MASSA???


Decreto Pisanu, pronto il cestino?

Un disegno di legge per abrogare l’art. 7 del testo che obbliga i gestori di pubblici esercizi a richiedere l’identificazione degli utenti per l’accesso al WiFi. Una proposta bipartisan, con il no di Telecom

Roma – Si intitola abrogazione delle norme recanti limitazioni dell’accesso ad Internet. È un nuovo disegno di legge, una proposta bipartisan che dovrebbe portare all’annullamento del cosiddetto decreto Pisanu. Ovvero di quelle norme anti-terrorismo adottate ormai cinque anni fa, tra cui una controversa regolamentazione dell’accesso al WiFi in Italia.

Una proposta bipartisan, dunque. Sponsorizzata in primis dal responsabile delle Comunicazioni del Partito Democratico (PD) Paolo Gentiloni, insieme a Linda Lanzilotta – attualmente a capo del Dipartimento per la Pubblica Amministrazione – e all’onorevole Luca Barbareschi di Futuro e Libertà per l’Italia (FLI).

Obiettivo primario, l’abrogazione dell’articolo 7 del D.L. n. 144 del 2005, poi convertito con legge n. 155 del 31 luglio 2005. In sostanza, quella norma che tuttora obbliga un gestore di pubblico esercizio a richiedere l’identificazione da parte dei suoi avventori per l’accesso alla Rete a mezzo WiFi. Dopo aver richiesto una specifica licenza al questore e prima di conservare in un apposito archivio i vari log relativi ai clienti/utenti. “Non esiste una norma come questa in tutto il mondo – ha dichiarato Lanzilotta – Abbiamo effettuato studi dai quali emerge che l’utilità effettiva di quanto previsto dall’articolo 7 è marginale”.Utilità in termini di lotta al terrorismo. “L’identificazione di un terrorista può avvenire in una svariata serie di modi – ha proseguito Gentiloni – come l’utilizzo della linea telefonica, e non è certo affidandosi alla consegna del documento d’identità al fornitore del WiFi che si garantisce maggior sicurezza”.

Non dello stesso avviso l’AD di Telecom Italia Franco Bernabé: “Non credo che quella legge vada abolita. In molti altri paesi si sta andando nella direzione della fine dell’anonimato e dell’identificazione dell’utente: il decreto Pisanu serve a quello”.

C’è tuttavia chi ha fatto notare come una simile previsione sia attualmente in vigore solo in Italia, di fatto limitando lo sviluppo del WiFi nel Belpaese. Il decreto Pisanu è stato confermato di anno in anno a ridosso delle festività natalizie. Che questo sia l’ultimo panettone?

Mauro Vecchio

Fonte: Puntoinformatico