Archive from novembre, 2009
Nov 30, 2009 - Economia    No Comments

Boicottate i GUERRAFONDAI? Si può e si DEVE!

Israele / Palestina barcode

E sì, dobbiamo cominciare a TOGLIERE RISORSE ECONOMICHE a chi non vuole saperne di Pace, a discapito dell’intera popolazione gel Globo.
Ne abbiamo i coglioni pieni di guerre fatte per “Il popolo eletto” e che costano TRILIONI DI EURO a tutti!
Riporto un post interessante di CLORO AL CLERO.

Quando andate al supermercato controllate la provenienza dei prodotti che acquistate. Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli. C’è la crisi economica: cominciate a fare i tagli su coloro che spendono soldi per sganciare, per esempio, 100 tonnellate di bombe sulla testa di gente inerme in due giorni.

Non c’è possibilità di dialogo con i sionisti (e con chi li sostiene). Nonostante piu’ fonti dicano che quest’ operazione “piombo fuso” che prevede prima l’attacco aereo e poi l’attacco di terra sia stato programmato da mesi e che sia evidentissimo che si tratti di una prova di forza elettorale, i mass media, nessuno escluso, ripetono all’opinione pubblica occidentale che “si tratta di una risposta…allo stillicidio di kassam…con cui i palestinesi…armati da Hamas, che è armata da Hezbollah..che è rifornita di armi dall’Iran” hanno rotto la tregua.

 

 

Ci siamo già soffermati sulla costruzione dei mantra da mass media. Convinzioni granitiche che, come in questo caso, offendono la logica umana di chi in tv e in foto vede povera gente senza un esercito, senza rifugi venir inaspettatamente attaccata da un esercito di proporzioni ultratecnologiche con forze terra-aria decise a fare, come dice Rasho-o-o “Tabula Gaza” . Terra bruciata, come la tecnologia bellica- che un “bell’uomo” come Paolo Guzzanti decanta in sublimi poesie all’insegna della fratellanza e del rispetto umani, dell’educazione e della civiltà (essendone personalmente affascinato)- sa fare.

E quindi noi, utenti di un’Italia messa piuttosto male dal punto di vista del rapporto tra cittadini e “conoscenza della verità” in senso filosofico, non possiamo fare altro che star qui, indignarci (se se ne è conservata la capacità), leggere qualche pirla che in Rete si spaccia per progressista, ingoiare quella rabbia che sopravviene quando ci si scopre impotenti dinanzi ad un’ingiustizia, tanto piu’ se essa ha un sapore genocida, come in questo caso, e interrogarci sul perchè la fandonia, la mistificazione, la cazzata esplicita, pur nella sua esplicitezza (si dice?), siano entità così vincenti nel mondo contemporaneo…

Leggo Louis Ferdinand Celine, per esempio, “viaggio al termine della notte” dove lui racconta come, trascinato dall’entusiasmo di un allegro pomeriggio si è fatto volontario nella prima guerra mondiale, solo per sfilare davanti al paese in festa, farsi vedere dalle ragazze e sentirsi fiero di qualche cosa.

Salvo poi trovarsi nel peggiore inferno umano che si potesse immaginare.

Umano. Questa è la parola chiave, Quella che usa Vic (ora in zona di guerra) per definire cosa ci sarebbe da fare per fermare il genocidio: “restare umani”. Un obiettivo non da poco.

Umanamente dunque propongo di lanciare a livello di blogger una seria campagna di boicottaggio delle merci israeliane in nome del pacifismo, del principio, banalmente espresso anche dalla nostra costituzione (lasciamo perdere le questioni di coerenza) e che è semplice semplice:

L’Italia ripudia la guerra come strumento per dirimere le controversie tra i popoli

Che, al di la di qualunque ideologia si possa appartenere dice, semplicemente, che gli israeliani e i palestinesi dovrebbero essere fatti sedere attorno a un tavolo e obbligati a prendere accordi che portino fine agli attacchi. E nel frattempo si cessi immediatamente il fuoco.

bene. In attesa che questa (banale anch’essa lo so) chimera si verifichi, noialtri abbiamo da sfangare lo stipendio, la spesa, i problemi quotidiani e il problema delle bombe (per il momento) non ce l’abbiamo.

Per quel poco che possiamo fare, contro questa strage, si prenda in considerazione in massa il boicottaggio.

Sopra ho messo il codice a barre, in questo link ci stanno i marchi dei prodotti che sarebbe meglio evitare di comprare.

Poi fate voi.

Fonte: www.cloroalclero.com
Lin: http://www.cloroalclero.com/?p=465
29.12.08

VEDI ANCHE:BOICOTTAGGIO GLOBALE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA

PERCHE’ IL BOICOTTAGGIO ECONOMICO DI ISRAELE E’ GIUSTIFICATO

Nov 10, 2009 - Economia    No Comments

Crisi Economica alle S.p.A.lle?

Vietato FumareCerto che se credete davvero che la CRISI SIA ALLE SPALLE…

… siete lettori dei giornali che trovate dall’edicolante …
… o semplicemente DEFICENTI!!!

Già, NON SENTITEVI OFFESI se fate parte della seconda categoria, perchè non siete troppo dissimili dalla prima.
Continauate a sentire le coglionate di Emilio Fede, di Bruno Vespa e della Banda RAISET & Co.

Beh, innanzitutto dovrete capire che la finaza NON è solo quella descritta dai GIORNALAI SUCCITATI, ma è prevalentemente composta da DERIVATI, FUTURE E CDS. Non ho voglia di ISTRUIRVI su “di cosa sstiamo parlando”? per questo, se ne avete volgia (scritto volontariamente per tutti queli deficenti che insistono a dire spengere anzichè SPEGNERE!!), farevi una ricerca in rete, altrimenti, prendetevela in culo e bon.

Ebbene, tra le migliaia di componenti che affollano la FINANZA mondiale, quelli citati sono quelli più pericolosi ed infidi.
Proviamo a mettere qualche cifra: a quanto ammonta il mercato di quelle che noi chiameremmo “speculazioni”, ovvero il produrre il “valore” dal nulla? Secondo le ultime stime, si parla di 205 MILA Miliardi di dollari.

Per fare un paragone, la prima economia del mondo (quella USA) ha un PIL di 14.000 miliardi di dollari. (1)

Per capire bene l’enormita’ bisogna fare un altro paragone: quello con i dati del PIL di ogni nazione.

Potete notare, nella prima riga, la voce “PIL del mondo”. Noterete che in ogni classifica , da quella della CIA a quella dell’ FMI, il “PIL del mondo” e’ attorno ai 60 mila miliardi di dollari. Anzi, se vogliamo anche pesarlo rispetto al potere d’acquisto, possiamo vedere le tabelle comparate del PIL/PPA.(qui va un pochino meglio, il mondo e’ a 68 mila miliardi di dollari). Non che cambi molto, eh.

Ora, confrontate le due cifre: la speculazione ha prodotto cartaccia finta per 203 mila miliardi di dollari. Ma il PIL del mondo e’ di soli 60.

 

E’ chiaro che se esplodesse la bolla dei derivati, e si trovasse anche il modo di devolvere al “buco” generato il 5% del PIL del mondo ogni anno, occorrerebbero ancora 60 anni e rotti per pagare il buco. “Sessant’anni di crisi”. Non esiste nessuno al mondo che possa immaginare gli effetti di un botto simile.

Da qui, il problema: se la Tobin Tax fermasse la speculazione, questa massa si ridurrebbe nell’ordine di unfattore 30, che e’ la cosiddetta “leva” media. Significa che questi 203 mila miliardi di “valore” ovviamente non esistono. Del resto, tutto il PIL del mondo NON basterebbe a produrli, quindi si tratta di una evidenza fisica. Il motivo per cui non esistono e’ che sono prodotti attraverso la cosiddetta “leva”, cioe’ un’azienda che ha emesso derivati per 30 miliardi di dollari in cassa (a garanzia) ne ha solo uno.

Morale: non possiamo sgonfiare questa bolla. Non possiamo perche’ non riusciamo ad immaginare le conseguenze di una cosa simile. La perdita improvvisa di 196 mila miliardi di dollari dal circolo finanziario mondiale e’ qualcosa i cui effetti NON riusciamo ad immaginare. Si puo’ fare gradualmente, questa cosa, con un processo controllato?

Secondo me si, anche se non si tratta di una tassa, ma di agire su un altro parametro. Per capirlo bisogna guardare come avviene, di solito il guadagno in questo mondo di speculazione.

Potete vedere un andamento che non e’ rettilineo o curvilineo, bensi’ presenta una serie di cuspidi ed una serie di selle. Ci sono quindi dei momenti in cui l’andamendo si “inverte”, prima il titolo va a scendere e quindi va a salire, o viceversa.

Ho usato l’andamento del NASDAQ composite ma potrei usarne uno qualsiasi, il principio vale per tutti. Compresi i titoli cosiddetti “derivati”.

Ora, quel grafico spiega l’andamento nel tempo, e ovviamente se lo ingrandissi otterreni ancora la stessa cosa, con le stesse “seghette”. E’ su queste “seghette” che si fonda la crescita continua di questo mostro. Disponendo infatti di un sistema informativo di velocita’ adeguata possiamo sforzarci di individuare le cuspidi piu’ “appuntite”. Immaginate di essere piu’ veloci di un fulmine: potreste davvero girargli attorno mentre lui attraversa l’atmosfera, fare come facevano in Matrix schivando i proiettili. Insomma, con un buon sistema informativo ed una velocita’ pazzesca nelle transazioni potete giocare al “ribasso” ad ogni microribasso, e approfttare del rialzo ad ogni microrialzo.

Oggi i sistemi informativi del mondo finanziario fanno una transazione in 0.02 secondi. Capite che di fatto l’equilibrio dei prezzi e’ fatto di calcolatori che duellano, di algoritmi cosi’ veloci che ormai la mente umana non segue piu’ il loro comportamento (2) e di fatto quel blob mostruoso non puo’ che crescere: la sua stessa crescita produce, infatti, altra crescita.

Ne ha parlato anche Maurizio Blondet in un suo eccellente articolo Goldman: truffa con destrezza purtroppo disponibile SOLO per gli abbonati, vi riporto solo un passo:
questi algoritmi predatorii, e perchè hanno bisogno di operare in microsecondi. E si intuisce anche come Goldman riesca a fare i profitti enormi in tempo di crisi, e a danno di chi.
Essenzialmente, questi  «programmi automatici ad altissima frequenza» (HF Program Trading) in mano ai grandissimi gruppi speculativi possono comprare e vendere azioni allo stesso prezzo, e tuttavia fare un guadagno di 0,5 centesimi. Ciò perchè, per attrarre volumi, le Borse offrono uno sconticino di un quarto di centesimo ad azione agli operatori che postano l’ordine presso di loro, sia vendita o acquisto non importa
Ed ancora: “Un Fondo-Pensione  (o meglio, il suo programma automatico) che vede scambiare 10 milioni di azioni al giorno, può credere di poter prendere un milione di quelle azioni con la ragionevole convinzione di poter uscire facilmente, rivendendole. Invece, il 70% di quegli scambi è apparente,   i volumi implodono e le azioni che parevano altamente liquide diventano invece difficili da scambiare, con cadute convulsive  delle quotazioni.

Infatti anche la volatilità (i mutamenti di quotazione in brevi periodi) è fortemente aumentata; i programmi computerizzati, ovviamente, la amplificano. Dagli anni ‘80, alla Borsa di New York (NYSE), vigeva una regola che chiudeva i trading automatici quando il mercato si muoveva oltre il 2% in su o in giù. Dall’ottobre 2007, guarda caso, la regola è stata cancellata. Ciò perchè ufficialmente  il NYSE, società privata, non voleva subire la concorrenza di altri centri di scambio, in cui la limitazione non esisteva e perciò si accaparravano questo tipo di scambi. Ma il sospetto di una complicità con Goldman è evidente. Essa e gli altri predators ad alta velocità commettono, letteralmente, «insider trading»: da dentro il NYSE.”

Beh, basta così, apprezzo troppo Fabio de Fina e Maurizio Blondet per metterli nelle condizioni di denunciarmi per violazione del Copyright.
Anzi, vi esorto a sottoscrivere COPIOSI l’abbonamento ad un lettura VERA ed istruttiva (quella autonoma, autofinanziata e non dei “Boiardi di Stato” stile Prodi & Co.)

Potrete vedere qualcosa di illuminante anche su: zerohedge. Inquitante?
No, se arrivate a paragonare le coglionate dell’Istituto LUCE con quello che ci attende.

Bene.
Torniamo al raffronto tra le TRUFFE LEGALIZZATE DALLA BANCOCRAZIA, e la realtà dei fatti.

Quello che si puo’ fare, secondo Uriel Fanelli, e’ di “sgonfiarlo” lentamente, (impiegando qualcosa come un secolo) , semplicemente imponendo per legge transazioni sempre piu’ lente, fino a tornare agli anni ‘70, quando occorrevano minuti e gli operatori le facevano materialmente decidendole.

Ovviamente occorre molta cautela, e occorre farlo MOLTO lentamente. Bisogna rallentare gradualmente la velocita’, imponendo dei limiti sempre piu’ alti alla brevita’ della transazione stessa. In questo modo, lentamente , il gioco si dovra’ basare su oscillazioni casuali sempre piu’ lunghe, le quali nel lungo termine avranno, essendo solo oscillazioni casuali, una media nulla mano a mano che l’intervallo diventa piu’ ampio.

Ovviamente ipotizzare una politica cosi’ duratura e’ arduo, quasi utopistico. Pero’ una cosa si puo’ fare subito: bloccare la velocita’ degli scambi a quella attuale. Vietare, cioe’, che cresca ancora. Occorre cioe’ che i tempi delle decisioni tornino ad essere umani, e non i tempi di  un mainframe.

Questo e’ l’unico modo , a mio avviso, di fermare la crescita del blob. Una tassa e’ un evento traumatico che inizia da subito e costringe le banche d’affari a capitalizzare parte di queste astrazioni per darle agli stati. Ma il problema e’ che questo : supponiamo di piazzare una tassa dell’ 1% su questo mondo, come propone Tobin.

Bene. A quel punto, chi ha una leva finanziaria di 30 passera’ a 30,3. Punto. Vogliamo una Tobin tax del 10%. Nessun problema: aumenteranno la leva e la porteranno al 33%. E allora? I soldi di tasse verranno pagati con denaro tossico, e non cambiera’ nulla di una virgola nel rischio tremendo che sta correndo il mondo: 60 anni di carestia.

 

Fonte principale: wolfstep.cc