Archive from agosto, 2009
Ago 29, 2009 - Politica    1 Comment

Conflitto Israelo-Palestinese

Capire Il TortoSe ci fosse più informazione …

Palestina Israele

e se avessimo un giornalismo indipendente dalle Lobby

 

 


territori palestina 1946 2000

 

 

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OGNI COMMENTO E’ DECISAMENTE GRADITO e concorrerà all’affinamento del post.

Fonte: YouTube

In seguito ad una gradita segnalazione, desidero integrare il post con il contenuto di Uniroma.tv riguardante il punto di vista “dal basso”.

Ago 25, 2009 - Cronaca    1 Comment

La Morte di Carlo Giuliani al G8 Genova

Carlo Giuliani

fu legittima difesa

La Corte per i diritti umani: la morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova fu legittima difesa

Il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova ha agito per legittima difesa. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno quindi accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti inerenti la morte del giovane. Secondo la sentenza, infatti, il militare che sparò a Giuliani non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi. [ha salvato il culo ad un superiore ndr]
Lo Stato non fece l’indagine sui fatti del G8: risarcimento per i genitori di Carlo – La Corte ha dato invece ragione ai familiari di Carlo Giuliani riconoscendo come l’Italia avrebbe dovuto svolgere un’inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico. Per questo i giudici hanno stabilito che lo Stato dovrà risarcire 40.000 euro ai genitori di Carlo Giuliani.
“L’Italia ha cooperato con la Corte” – Infine i giudici di Strasburgo hanno ritenuto che, a differenza di quanto sostenuto dalla famiglia Giuliani, il governo italiano abbia cooperato sufficientemente con la Corte, consentendo di condurre un appropriato esame del caso. Nessuna violazione, dunque, dell’articolo 38 della convenzione che impone agli Stati contraenti di fornire tutte le informazioni richieste dai giudici di Strasburgo.
25 agosto 2009

Ogniuno è libero di fare i propri commenti.
Personalmente, appoggio la tesi di Uriel che ha scritto:

La santificazione del criminale morto.

July 15th, 2009

Continuo a ricevere commenti stucchevoli, la solita commedia che avviene in Italia quando qualcuno, nel bel mezzo di una situazione facilmente individuabile come rischiosa e facilmente evitabile come tale, ci lascia le penne per via della semplice legge dei grandi numeri: frequenti posti violenti e pericolosi in momenti di grande tensione, ergo rischi.

Come nel caso di Giuliani, come nel caso di Sandri, non abbiamo a che fare con morti casuali. Abbiamo a che fare con precisi momenti che non sono momenti qualsiasi. Nel caso di Giuliani abbiamo a che fare con la devastazione di una citta’, con una situazione di tensione incredibile, con una determinazione allo scontro nota fin dal principio.

Perche’ e’ rimasto a terra Giuliani e non mia nonna? Perche’ mia nonna, essendo anziana, teme il pericolo legato alla violenza essendo fisicamente fragile, e quindi si tiene al largo da ogni situazione che presenti un pericolo. Duranta la devastazione di una citta’, c’e’ pericolo.

Chi rimane a terra dopo l’ “incidente”? Rimane a terra uno che stava assalendo una camionetta con un estintore. Non una casalinga. Non un benzinaio. Non un passante qualsiasi. No, rimane a terra un tizio coinvolto in una situazione estremamente violenta.

Ora, non ci vuole molto a capire che tensione + violenza + armi + scontri = pericolo.

Non e’ un eccelso calcolo degno di Nash. E’ semplice buon senso. Il che potrebbe tradursi cosi’: “evita di trovarti dalle parti di uno scontro fra polizioti armati e teppisti a volto coperto.”

Ora, se si crea un pericolo, inteso come probabilita’ che ci scappi il morto, e’ solo una questione di numeri: ci scappera’ il morto, a patto che succeda abbastanza spesso, o ad un numero sufficientemente alto di persone.

Lo stesso dicasi per il Sandri. Ogni domenica, essendo un “ultras”, questo signore si recava in un luogo notoriamente pericoloso, ove si svolgono quasi regolarmente scontri violenti. Lo faceva consapevolmente e lo faceva insieme ad ung ruppo di persone, gli “ultras”, che sono noti per essere facinorosi e violenti.

A questo punto, il problema e’ solo statistico. Dove e’ avvenuta la morte? In un posto qualsiasi? No, e’ avvenuta in un luogo ove era appena avvenuto uno scontro armato tra tifoserie opposte. E non un momento qualsiasi , ma durante una trasferta.

Ora, voglio dire, non e’ casuale. O meglio, a renderlo casuale e’ stato il comportamento del poliziotto che ha messo in pericolo gente che passava di li’, ma Sandri non era un passante quadratico medio: era un ultra’, che partecipava ad un evento di ultra’, insieme ad altri ultra’, e peraltro si trovava nelle immediate vicinanze di uno scontro di ultra’.

In entrambi i casi, l’incidente era facilmente evitabile proprio dalla vittima: se a Giuliani sarebbe bastato evitare il pericolo evidente ed annunciato di una giornata di scontri campali, al Sandri sarebbe bastato dedicarsi ad attivita’ diverse da “ultra’”, che sono notoriamente foriere di violenze e incidenti.

Non e’ che io stia dicendo che non bisogna fare l’amatriciana o che non bisogna cantare Modugno sotto la doccia: sto dicendo che bisogna evitare situazioni notoriamente violente e foriere di incidenti come le sommosse, gli scontri armati, le partite di calcio, le risse tra gang rivali.

La cosa stucchevole di tutti i commenti a riguardo e’ il processo di santificazione del morto. Si tratta di un fenomeno legato al tradizionale spiritismo italico, credo che derivi dal culto dei numi romano: il morto viene sottratto al giudizio umano e gradatamente santificato, i peccati dimenticati e assicurati ad una giustizia “altra”, quindi alienati al giudizio terreno.

Cosi’, di Giuliani (un volgare teppista che assaliva camionette dei carabinieri a volto coperto ) veniamo a sapere che era un ragazzo buono, che faceva volontariato, che aveva degli ideali, che aiutava i bisognosi. Ci manca solo che camminasse sull’acqua e che moltiplicasse i pani ed i pesci, ma la famiglia non ha ancora esaurito le conferenze stampa.

Con Sandri e’ lo stesso: era un ultra’ che si trovava nel bel mezzo di uno scontro di ultra’. Poi si scopre che l’auto era li’ per caso, e poi che stava dormendo. Se non fosse morto per un colpo in testa, si sarebbe detto che Sandri non fosse li’. Mi aspetto da un momento all’altro che si dica che Sandri in quel momento stesse salvando vite umane, che stesse donando organi, che stesse costruendo scuole per i bambini poveri dell’africa.

Ma dietro questi processi di beatificazione della vittima, rimangono sempre dei punti fissi:

  • Ci si trovava a svolgere un’attivita’ estremamente legata ad eventi violenti. (essere un ultra’, un black block, eccetera)
  • Ci si trovava nelle vicinanze o dentro degli eventi molto violenti (assalti a camionette , scontri tra tifoserie)
  • A lasciarci le penne non sono delle categorie di persone qualsiasi .(ultra’, black block….)

Quindi direi che occorre sancire immediatamente un principio: acca’ nisciun’ e’ ffess.

Se la famiglia lo vuole piangere, che lo faccia. Che si voglia punire il poliziotto perche’ ha creato una situazione di pericolo per persone che passaano per un’autostrada, d’accordissimo.

Ma non mi raccontate che le vittime fossero dei santi. Sono cazzate: la loro morte e’ solo statistica, perche’ erano dediti ad attivita’ notoriamente legate a violenze e quindi a pericolo. Sandr, come tutti gli ultra’, era a rischio di morte semplicemente perche’ partecipava alle trasferte di ultra’. Giuliani era a rischio di morte perche’ partecipava a volto coperto ad assalti contro la polizia. Non sono attivita’ qualsiasi. E quelle non sono persone qualsiasi.

Dunque, dateci un taglio: il motivo per il quale il poliziotto verra’ condannato e’ che la legge e’ estremamente garantista per via di alcuni pregiudizi nati nel secolo scorso. Ma in una situazione normale, e in un paese normale, non si dubita minimamente che un ultra’ possa morire ammazzato da un poliziotto, e non ci si meraviglia del fatto che uno che assale una camionetta di sbirri a volto coperto ci lasci le penne.

Solo in Italia si cerca di stabilire una meraviglia forzosa verso eventi che sono, tutto sommato, normali.

Ripeto: tensione + violenza + armi + scontri = pericolo.

Ci partecipa regolarmente ad attivita’ che implicano tensione, violenza, armi, scontri, e’ in pericolo di vita.

Non e’ successo nulla di strano: lo sarebbe successo se il poliziotto sparando avesse ucciso un muratore, una casalinga , eccetera: ma e’ morto un ultra’, cioe’ uno che era parte  diretta o indiretta del mondo che sta alla base degli scontri avvenuti nell’autogrill, per cui non e’ successo ad “uno a caso”. E’ successo proprio ad un ultra’, durante un momento di tensione dovuto alle attivita’ tipiche degli ultra’.

Poi, siete liberi di pensare che Sandri stesse pregando per il bene dei poveri del mondo, che stesse donando organi, che stesse riflettendo sul martirio di cristo, quel cazzo che vi pare: ma rimane il fatto che nelle vicinanze di uno scontro fra ultra’, un ultra’ e’ rimasto ucciso.

Cioe’ una notizia che in fondo non stupisce nessuno. Ne riparliamo quando la polizia sparera’ su una casalinga che preparava la pasta, su una dirigente d’azienda che telefonava, su un idraulico che cambiaa un rubinetto, su un architetto che disegna.

Finche’ , guarda caso, crepano ultras e insurrezionisti nei pressi di assalti e scontri violenti, beh: ragazzi, e’ solo statistica.

Fonti: Tiscali.it e Wolfstep.cc
Ago 18, 2009 - Informatica    No Comments

Pulizia della Barra di notifica XP

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Ho trovato un articolo molto ben fatto ed afficace che sarà senz’altro di interesse a tutti i lettori che periodicamente si affacciano al mio Blog/finestra a curiosare e leggiucchiare se scrivo solo coglionate o se, ogmni tanto, scrivo qualcosa di utile.

Credo che in futuro incrementerò questa sezione. Se la gradite, inviatemi un messaggio con i Vostri quesiti e cercherò di creare dei post risolutivi che potranno essere utili anche agli altri lettori.

Oggi vi riporto un tutorial riguardante la fastidiosa incasinatura delle iconcine (quelle che appaiono in basso a destra della barra delle applicazioni vicino all’orologio di Winzozz) e di come effettuare la pulizia di quelle che non esistono più ma che rimangono in memoria:

L’area di notifica è dove vengono visualizzate una serie di icone dei programmi avviati con windows. Col tempo accade che aggiornando o disinstallando alcuni programmi, l’area di notifica non si rinnova, tenendo ancora in memoria tutti i programmi che hanno avuto accesso all’area anche per una sola volta . Possiamo immaginare quante icone inutilizzate avremo dopo un po’ di tempo.

Controlliamo la nostra situazione entrando nel menù dell’area di notifica portando il puntatore del mouse sopra la barra delle applicazioni in un punto sgombero. Clicchiamo con il tasto destro del mouse e selezioniamo dal menù contestuale “Proprietà” All’apertura della finestra clicchiamo sul pulsante “Personalizza” Si aprirà un’altra finestra piena di icone, a questo punto noterete subito quali programmi non risiedono più sul vostro pc.

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Ora vediamo con questo trucco come ripulire la cache.

Entriamo come sempre nel registro cliccando su START poi ESEGUI, digitiamo regedit come illustrato e confermiamo con Ok.

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Una volta aperto il registro individuiamo la chiave
HKEY_CURRENT_USERSoftwareMicrosoftWindowsCurrentVersionExplorerTrayNotify

Selezioniamo e poi Eliminiamo i valori binari “IconStreams” e “PastIconsStream

Per far si che le modifiche siano accettate dal sistema è necessario riavviare il processo explorer.exe tutta via è consigliabile di riavviare l’intero sistema.

Se invece vogliamo provare solo riavviando il processo procediamo così:

ImageClicca per ingrandire

Apriamo il Task Manager di windows premendo sulla tastiera [Ctrl] + [Alt] + [Canc]
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Selezioniamo la linguetta “Processi” e individuiamo il processo “explorer.exe
Clicchiamo su pulsante “Termina processo
Confermiamo cliccando SI
A questo punto niente panico scomparirà tutto il desktop con le vostre icone è normale tranquilli.
Sempre agendo sul Task Manager spostiamoci sul Menù File poi > Nuova operazione (esegui..)
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Comparirà una finestrella digitiamo explorer.exe e confermiamo con ok.
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Entro una decina di secondi dovrebbe ricaricarsi il desktop con tutte le icone.

Controlliamo ora che l’area di notifica sia svuotata , operiamo così:

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Appoggiamo il mouse sopra la barra delle applicazioni in un punto sgombero
Clicchiamo con il tasto destro del mouse e selezioniamo dal menù contestuale “Proprietà”
All’apertura della finestra clicchiamo sul pulsante “Personalizza”
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Si aprirà un’altra finestra con le icone , a questo punto controlliamo se la cashe è stata ripulita.
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Se per qualche motivo la situazione non cambia cioè risulta pieno di icone come prima sarà necessario Riavviare il computer.

Fonte: AssistenzaFree

 

Ago 11, 2009 - Politica    No Comments

Legge Ammazzablog

Abrogato nella notte l'emendamento D'Alia

29 Aprile 2009 ore 09:30 Abrogato nella notte l’emendamento D’Alia

Grazie a tre proposte portate avanti da Roberto Cassinelli e Barbara Mannucci la Camera ha infine abrogato l’emendamento D’Alia, il testo introdotto nel pacchetto sicurezza per chiudere i siti web messi all’indice. Prende corpo una nuova idea di Rete

«Sono soddisfatto, la battaglia per la libertà dei blog continua»: così Roberto Cassinelli commenta il successo ottenuto in nottata quando, dopo un tribolato percorso parlamentare ed extra-parlamentare, si è arrivati all’abrogazione del famigerato art.60 introdotto dall’emendamento dell’on. Gianpiero D’Alia al ddl 2180. Dell’emendamento D’Alia molto si è detto e molto si è dibattuto anche nel contesto di tutta una serie di altre sgangherate proposte per la regolamentazione della Rete. Da oggi la verità da cui si riparte è una soltanto: il testo che chiedeva (con passaggi quantomeno opinabili) l’oscuramento dei siti web nel caso in cui si fossero riscontrati illeciti è inserito in una storia a lieto fine.

Spiega l’on. Cassinelli sul proprio blog: «Vi confesso che raggiungere questa soluzione (che è, senza dubbio, la migliore possibile) non è stato facile. È stata necessaria un’intensa attività, svolta insieme a me dagli amici Antonio Palmieri e Barbara Mannucci, per convincere i colleghi Deputati ed il Governo (hanno dovuto esprimere il proprio parere il Ministero dell’interno ed il dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico). Alla fine ho presentato, insieme all’onorevole Mannucci, tre emendamenti: quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, ed una terza versione – che è poi quella che le Commissioni hanno approvato – formata da 24 caratteri, spazi inclusi: “Sopprimere l’articolo 60“». Quest’ultima opzione è quella approvata dalla Camera, la quale ha pertanto preferito dribblare il nodo abrogando in toto la precedente proposta.

L’iter burocratico prevede che ora il testo debba tornare in Senato per l’approvazione conseguente alle modifiche introdotte alla Camera « e c’è da augurarsi che a nessuno venga l’idea di introdurre nuovamente norme incostituzionali ed illiberali». Il successo personale dell’on. Cassinelli, colui il quale ha raccolto la voce della Rete conglobandola nella propria proposta di emendamento al testo di D’Alia, si inserisce in un quadro più complesso, che intende andare oltre la sola pezza apposta al pacchetto sicurezza in queste ore: «Ci poniamo in coerenza con lo spirito della cosiddetta proposta di legge “salva-blog”, con la quale abbiamo raccolto migliaia e migliaia di proposte dalla rete e nello spirito di altre proposte alle quali daremo presto seguito come la legge antiphishing, la riforma del diritto d’autore, la richiesta di referendum e proposte di legge online».

Questo nuovo spirito che prende forma, sembra prendere anche corpo: si segnala infatti come, in una forse non casuale coincidenza di tempi, nasce l’Intergruppo Parlamentare 2.0, un riferimento che intende porsi a metà tra la Rete ed il Parlamento per mediarne le posizioni ed il dialogo. Una dozzina di onorevoli ha già offerto il proprio consenso alla partecipazione ai lavori: sarà probabilmente questo il motore delle prossime iniziative parlamentari concernenti la Rete, il che pone sul progetto importanti responsabilità che il popolo della Rete potrà condividere e vagliare passo dopo passo.

OGNI COMMENTO E’ DECISAMENTE GRADITO e concorrerà all’affinamento del post.

Fonte: WebNews
Ago 8, 2009 - Economia    No Comments

Banche e TRAFFICO D’ARMI!!

Google

Triplicati per le banche italiane i compensi di intermediazione sulla vendita di armi all’estero. Abbiamo letto in esclusiva la relazione. Ed ecco i dati


Banca nazionale del Lavoro, Intesa-San Paolo e Unicredit: sono le principali banche italiane coinvolte nel commercio di armi. Nulla di illegale – intervengono in operazioni regolarmente autorizzate – ma si tratta evidentemente di attività da non pubblicizzare troppo, tanto che sono stati gli stessi istituti di credito a chiedere al governo di non rendere pubblica la Relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze su esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, che invece la Voce ha potuto leggere. E le “banche armate”, sulla scia del grande aumento dell’export di armi made in Italy e sfruttando l’onda lunga dell’aumento delle spese militari sostenuto dal governo di centro-sinistra di Prodi (+ 22%, in due anni), hanno fatto grandi affari, triplicando i «compensi di intermediazione» che hanno incassato dai fabbricanti di armi.

Nel corso del 2008, infatti, sono state autorizzate 1.612 «transazioni bancarie» per conto delle aziende armiere, per un valore complessivo di 4.285 milioni di euro (nel 2007 erano state la metà, 882, per 1.329 milioni). A questi vanno poi aggiunti 1.266 milioni per «programmi intergovernativi» di riarmo (cioè i grandi sistemi d’arma costruiti in collaborazione con altri Paesi, come ad esempio il cacciabombardiere Joint Strike Fighter – Jsf – per cui l’Italia spenderà almeno 14 miliardi nei prossimi 15 anni), quasi il doppio del 2007, quando la cifra si era fermata a 738 milioni. Un volume totale di “movimenti” di oltre 5.500 milioni di euro, per i quali le banche hanno ottenuto compensi di intermediazione attorno al 3-5%, in base al valore e al tipo di commessa.

La regina delle “banche armate” è la Banca Nazionale del Lavoro (del gruppo francese Bnp Paribas) con 1.461 milioni di euro. Al secondo posto si piazza Intesa-San Paolo di Corrado Passera, già braccio destro di Carlo De Benedetti ed ex amministratore delegato di Poste Italiane, con 851 milioni (a cui andrebbero aggiunti anche gli 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia , parte del gruppo), per lo più relativi a «programmi intergovernativi»: il cacciabombardiere Eurofighter, le navi da guerra Fremm e Orizzonte, gli elicotteri da combattimento Nh90 e diversi sistemi missilistici.
Eppure due anni fa il gruppo aveva dichiarato che, proprio per «dare una risposta significativa a una richiesta espressa da ampi e diversificati settori dell’opinione pubblica che fanno riferimento a istanze etiche», cioè la campagna di pressione alle banche armate, avrebbe sospeso «la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d’arma pur consentite dalla legge».

«Si tratta di transazioni relative a operazioni sottoscritte e avviate prima dell’entrata in vigore del nostro codice di comportamento e che dureranno ancora a lungo», è la spiegazione che fornisce Valter Serrentino, responsabile dell’Unità Corporate Social Responsibility di Intesa-San Paolo. Anche Unicredit negli anni passati aveva ripetutamente annunciato di voler rinunciare ad appoggiare le industrie armiere, eppure nel 2008 è stata la terza “banca armata” italiana, con 606 milioni di euro. Nessuna dichiarazione di disimpegno invece da parte della Banca Antonveneta, che lo scorso anno ha movimentato 217 milioni. Mentre piuttosto ambigua è la situazione del Banco di Brescia: nel 2008 ha gestito per conto delle industrie armiere 208 milioni di euro benché il gruppo di cui fa parte dal 1 aprile 2007, Ubi (Unione Banche Italiane), nel suo codice di comportamento abbia stabilito che «ogni banca del gruppo dovrà astenersi dall’intrattenere rapporti relativi all’export di armi con soggetti che siano residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea o alla Nato» e che «siano direttamente o indirettamente coinvolti nella produzione e/o commercializzazione di armi di distruzione di massa e di altri armamenti quali bombe, mine, razzi, missili e siluri».

«La policy del gruppo non vieta le operazioni di commercio internazionale – spiega Damiano Carrara, responsabile Corporate Social Responsibility di Ubi – ma le disciplina prevedendo che il cliente della banca», cioè l’industria armiera, non si trovi «in Paesi che non appartengano alla Ue o alla Nato, e questo divieto è pienamente rispettato».
Ma i dubbi restano. «Da quando, lo scorso anno, è sparito dalla Relazione il lungo e dettagliato elenco delle singole operazioni effettuate dagli istituti di credito – spiega Giorgio Beretta, analista della Rete italiano Dísarmo – è impossibile giudicare l’operato delle singole banche. Senza quell’elenco, infatti, i loro codici di comportamento non sono comprovati dal riscontro ufficiale che solo la Relazione del governo può fornire».

Fonte: Disinformazione.it
Ago 2, 2009 - musica    2 Comments

Bobby McFerrin Genio mai ricordato abbastanza

Bobby McFerrin
Era il 1988 quando TUTTI abbiamo assaporato il sound geniale di
Don’t worry, be happy
In Italia lo vediamo e sentiamo poco, ma credo di farvi cosa gradita a condividere una siparietto
tratto dal recente
World Science Festival 2009
dove dimostra la potenza della scala pentatonica
Buon divertimento

World Science Festival 2009: Bobby McFerrin Demonstrates the Power of the Pentatonic Scale from World Science Festival on Vimeo.

OGNI COMMENTO E’ DECISAMENTE GRADITO e concorrerà all’affinamento del post.

Fonti: Vimeo